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Frida Kahlo, l’artista che ha dipinto la sua disabilità


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Affetta da spina bifida, erroneamente scambiata per poliomielite dai genitori e le persone a lei intorno (probabilmente perché sua sorella soffriva di questa malattia), fin dall’adolescenza Frida Kahlo mostra una personalità forte e passionale, oltre ad uno spirito indipendente e ad un singolare talento artistico.

“A sei anni ebbi la poliomielite. A partire da allora ricordo tutto molto chiaramente. Passai nove mesi a letto. Tutto cominciò con un dolore terribile alla gamba destra, dalla coscia in giù. Mi lavavano la gambina in una bacinella con acqua di noce e panni caldi. La gambina rimase molto magra. A sette anni portavo degli stivaletti. All’inizio pensai che le burle non mi avrebbero toccata, ma poi mi fecero male, e sempre più intensamente”.

Affetta da spina bifida, erroneamente scambiata per poliomielite dai genitori e le persone a lei intorno (probabilmente perché sua sorella soffriva di questa malattia), fin dall’adolescenza Frida Kahlo mostra una personalità forte e passionale, oltre ad uno spirito indipendente e ad un singolare talento artistico.
Chi è Frida Kahlo
Frida-KahloFrida Kahlo nasce nel 1907 a Coyoacán, un sobborgo di Città del Messico. I suoi genitori sono ebrei ungheresi emigrati in Germania; la madre ha origini meticce, il padre, fotografo, è nato a Baden-Baden. Dopo aver frequentato il liceo, Frida viene ammessa al migliore istituto superiore del Messico, la Escuela Nacional Preparatoria: il suo sogno è di diventare medico. E’ l’unica ragazza a fare parte del gruppo studentesco dei Los Cachuchas (così chiamati per i loro berretti) che si interessano di letteratura e sostengono le idee socialiste-nazionaliste di José Vasconcelos, da poco nominato ministro della Pubblica Istruzione.

Nonostante la sua determinazione ed il suo impegno, la vita di Frida non è resa facile dal contesto in cui vive. La sua disabilità (come purtroppo capita ancora oggi) è oggetto di scherno e denigrazione, e gli atti di bullismo non mancano. Ma sarà proprio la disabilità a rappresentare l’immagine della sua arte, in seguito al fatidico incidente.

Il 17 settembre 1925
E’ il 17 settembre 1925, Frida ha 18 anni e sta tornando a casa da scuola in compagnia di Alejandro Gomez, uno studente di diritto di cui è innamorata. All’improvviso un tram si scontra con l’autobus sul quale si trovano i due giovani, e l’autobus finisce schiacciato contro il muro. Molte persone muoiono sul colpo, Frida rimane ferita gravemente. La colonna vertebrale si spezza in tre punti nella regione lombare, si frattura il bacino, le costole, la gamba sinistra, il piede destro; la spalla destra è slogata in modo permanente e, a causa di una ferita penetrante all’addome causata da un corrimano entrato nell’anca sinistra ed uscito attraverso la vagina, Frida perde anche la possibilità di avere figli.

[…]
“Persi la verginità, avevo un rene leso, non riuscivo a fare la pipì, e la cosa che più mi faceva male era la colonna vertebrale”.

Gli anni dopo l’incidente, la nascita della sua arte
L’incidente porta Frida a dover subire 32 operazioni chirurgiche e a restare in ospedale per tre mesi. A causa delle fratture alle vertebre lombari deve indossare per nove mesi diversi busti di gesso e, anche se tornata a casa, è costretta a rimanere immobile, nel suo letto. Ed è in questo momento che Frida Kahlo inizia a dipingere, facendo della sua immobilità un’opportunità. Grazie ad un cavalletto, dei colori ad olio ed uno specchio posto sul soffitto così da vedere ed utilizzare la sua immagine come modello, Frida inizia a dipingere autoritratti: “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”.

Verso la fine del 1927, dopo aver tolto il gesso, Frida riprende a camminare (accompagnata da dolori che non l’abbandoneranno mai più) e a condurre una vita “normale”, ritrovando i suoi compagni dell’università e partecipando attivamente alla vita politica tanto da diventare un’attivista del Partito Comunista a cui si iscrive nel 1928.
Diego Rivera ed il matrimonio
Negli stessi anni conosce Diego Rivera, un illustre pittore del tempo a cui sottopone le sue opere per avere una critica autorevole e che presto sarebbe diventato suo marito. A causa della situazione politica dominante del tempo, caratterizzata dalla repressione dei dissidenti politici, il Partito Comunista Messicano viene dichiarato fuorilegge. Frida ed il marito Diego, come molti altri comunisti, sono costretti a trasferirsi negli Stati Uniti.

Purtroppo nemmeno la vita sentimentale di Frida si rivela felice e soddisfacente; i continui tradimenti del marito, tra i quali anche quello con sua sorella, portano i due a separarsi, nel 1939. L’anno seguente, consapevole dell’errore commesso, Rivera propone nuovamente all’ormai ex moglie di sposarlo. Frida, divenuta ormai indipendente e consapevole sia sul piano sessuale che su quello economico, decide di accettare a due condizioni: non avrebbe più accettato denaro da lui e non avrebbero più avuto rapporti sessuali.
L’ultimo periodo
Tornati in Messico dopo aver celebrato le seconde nozze, tornano per Frida anche i problemi di salute. A causa dei continui dolori alla schiena ed al piede destro, nel 1944 è costretta ad indossare un busto d’acciaio. Questo episodio porta Frida a dipingere uno dei suoi quadri più noti, “La colonna spezzata”. Con il passare degli anni le condizioni di salute di Frida peggiorano, irreversibilmente. Qualche anno prima di morire le viene amputata la gamba destra, ormai in cancrena. Alla giovane età di 47 anni Frida muore per embolia polmonare lasciando le ultime parole al suo diario personale:

“Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.
La vita di Frida Kahlo è stata una vita intensa e crudele, ma la grandezza della sua arte ha sovrastato qualsiasi pregiudizio ed etichetta, salvandola dall’essere ricordata come “una povera vittima disabile”.
Frida Kahlo è stata una donna che ha sempre affrontato la sua vita opponendosi alla sorte avversa e dimostrando una grandezza propria solo degli artisti, riuscendo a trasformare la sua immobilità obbligata in un’opportunità artistica e la sofferenza in arte. Attraverso i suoi numerosi autoritratti, stravaganti e pieni di colore, si percepisce quanto il suo corpo di donna ferita sia stato centrale nella esistenza e soprattutto, nella sua arte.
Frida, il film
Nel 2002 Julie Taymor ha diretto un film dal titolo “Frida” incentrato sulla sofferta vita privata della pittrice messicana, interpretata da Salma Hayek.

Data: 04/01/2016

Fonte: Abilitychannel.tv

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