News

Gigi Meroni, la farfalla granata

23630130_gigi-meroni-beat-del-calcio-italiano-farfalla-granata-oggi-avrebbe-compiuto-settant-anni-0Questa settimana (24 febbraio – 2 marzo) ha visto un’importante ricorrenza per tutti gli sportivi: il compleanno di Gigi Meroni, calciatore, centrocampista del Torino e della Nazionale italiana degli anni ’60.

Un Italiano che si è fatto riconoscere per la sua classe, noto ai tifosi di tutto il mondo con il soprannome di farfalla granata in riferimento al tocco delicato e all’agilità con cui si muoveva in campo. Un pilastro per i suoi compagni di squadra non solo in campo, ma anche fuori dal terreno di gioco.

Nato a Como il 24 febbraio 1943, cominciò a giocare a calcio in un piccolo cortile di 60 metri quadrati dell’Oratorio di San Bartolomeo. Dopo esperienze lavorative come tessitore e pittore, cominciò la sua carriera calcistica nelle formazioni giovanili del Como per poi essere venduto al Genoa e, tra il malcontento dei tifosi, al Torino nel 1963. La prima convocazione in Nazionale fu in occasione della partita di qualificazione con la Polonia nel 1965 ma mise a segno la prima rete in maglia azzurra a Bologna il 14 giugno 1966.

La sera del 15 ottobre 1967, a soli 24 anni, fu investito in corso Re Umberto e morì poche ore dopo all’Ospedale Mauriziano a causa del grave trauma cranico che gli aveva provocato l’impatto.

Più di 20.000 persone parteciparono ai suoi funerali e il lutto scosse la città. Dal carcere Le Nuove, alcuni detenuti fecero una colletta per mandare fiori. La stampa sembrò per un attimo perdonargli la bizzarrie che gli aveva contestato in vita (i capelli lunghi, la barba incolta, le calze abbassate), ma la Diocesi di Torino si oppose al funerale religioso di un “peccatore pubblico” e criticò aspramente don Francesco Ferraudo, cappellano del Torino calcio, che lo celebrò comunque. Meroni infatti conviveva con Cristiana Uderstadt, una ragazza di origine polacca figlia di giostrai, che era ancora formalmente sposata con un regista romano, sebbene in attesa di annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota, in un’epoca in cui in Italia non era stato ancora introdotto il divorzio.

La settimana dopo il funerale, il Torino affrontò la Juventus nel derby della Mole. Nel silenzio di entrambe le tifoserie, un elicottero inondò il campo di fiori, che furono raccolti sulla fascia destra, dove giocava Gigi Meroni. Nestor Combin, grande amico di Meroni, insistette per giocare, nonostante la febbre che lo aveva colpito pochi giorni prima. In memoria dell’amico, lottando con furia, segnò su punizione al terzo minuto e raddoppiò al settimo, per firmare una tripletta al quindicesimo della ripresa; il quarto gol fu opera di Alberto Carelli: il miglior risultato ottenuto dal Torino in un derby del “Dopo Superga”.

E’ una figura cara a noi di Volonwrite, quella di Gigi Meroni per il suo anticonfromismo e il suo andare sempre controcorrente non piegandosi a pregiudizi e perbenismi. 

Quando Edmondo Fabbri lo chiama in nazionale, ad esempio, gli impone la condizione di tagliarsi i capelli. Lui, che disegna i vestiti che indossa sui modelli di quelli dei Beatles, che passeggia per Como portando al guinzaglio una gallina, che si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa di Meroni e ride se la risposta è che non lo conoscono, lui no, non avrebbe potuto rinnegare sè stesso e rifiuta la convocazione.

Un personaggio scomodo alla società italiana ancora troppo conservatrice.
E chi lo ha conosciuto afferma che per lui vivere in quel modo voleva dire essere felice, non lo faceva per una questione di immagine, era così.

La sua battaglia contro la chiusura mentale della società è, oggi, per motivi diversi ma uguali nella sostanza, anche la nostra.

Ciao Gigi!

Simone Croce

Post precedente

Intervista a Elisabetta e Francesca, educatrici museali del PAV-Parco d'Arte Vivente di Torino

Prossimo post

PAV - Parco Arte Vivente

The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *