Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Gli occhi di tutto il mondo sono puntati per venerdì 15 marzo quando si terrà il Global Strike for future, lo sciopero globale per il clima.

Organizzato dalla “Youth for climate” (gioventù per il clima) che sfrutta una rete internazionale di organizzazioni giovanili, che hanno come obbiettivi quelli di ispirare e mobilitare i giovani affinchè siano intraprese azioni utili a contrastare il riscaldamento del pianeta: un’organizzazione di giovani di 100 Paesi e migliaia di iniziative sparse per il tutto il globo.

Un argomento che negli ultimi anni ha suscitato sempre più interesse e sempre più precuppazione, dove scienziati e climatologi di tutto il mondo si stanno battendo per farsi ascoltare, per far capire alle nazioni che il pericolo è concreto, per far sì che il ” no breaking point” non sia superato in maniera tale da non avere più tempo per rimediare.
Gli effetti del riscaldamento globale sono ormai evidenti e fanno parte nella vita di tutti giorni: temporali che sembrano tempeste , tornado devastanti in luoghi dove non si ha ricordo di tali eventi, siccità prolungate in zone solitamente piovose… tutti avvertimenti che il nostro pianeta ci sta inviando da diversi anni come per dire che le cose non stiano andando bene.

Se le Nazioni continuano a discutere senza trovare soluzioni e senza cedere sulla riduzione dell’effetto serra nei prossimi anni, allora in gioco si sono messi i “giovani della Terra”.

Come è nato il movimento globale?
La miccia che ha fatto esplodere questa serie di iniziative è stata innescata in Svezia, che l’anno scorso ha registrato un’eccezionale ondata di calore. Nello specifico una ragazzina di nome Greta Thunberg ha iniziato la lotta esponendo ogni venerdì mattina davanti al Parlamento svedese un cartello con su scritto “Skolstrejk för limate” (sciopero scolastico per il clima) che è stato fatto proprio dai giovani del pianeta.
Lo slogan #fridayforfuture ha trasformato Greta nel simbolo di milioni di giovani, che vogliono contrastare i rischi legati ai cambiamenti climatici che minacciano il loro futuro.

Non solo l’Europa fa sentire la sua voce: in Australia i politici tendono a non dare troppo peso alle questioni climatiche poichè ritengono che il Paese non contribuisca così tanto al surriscaldamento globale.
Non sono della stessa opinione 15 ragazzini australiani, troppo giovani per votare, ritenuti troppo piccoli per questioni così grandi ma che si sono dimostrati ben preparati sui rischi dei cambiamenti climatici e che stanno vivendo e vedendo gli effetti che sta provocando: oceani pieni di plastica, uccelli ed animali ormai estinti e temperature estive costantemente sopra i 40°C.

Il 15 marzo i ragazzi, di loro spontanea volontà, non si presentaranno a scuola ma parteciparanno in una delle tante iniziative organizzate a Canberra per discutere e votare delle azioni concrete a sostegno della eco-sostenibilità.

Quali sono gli obbiettivi del Global Strike for Future?
Tanti e tantissimi e ci vorrebbero intere giornate per capire ed approfondire ogni singolo aspetto di quest’argomento. Si spazia dagli ultimi dati registrati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che nel suo “Rapporto speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5°C” ha evidenziato come l’impegno debba tendere a contenere l’innalzamento della temperatura entro i + 1,5°C (rispetto al periodo pre-industriale), fino ai già citati eventi meteo estremi, innalzamento dei mari e tutti i 17 “ustainable Development Goals (SGD)” proposti dalle Nazioni Unite da raggiungere entro il 2030.
Il fattore più importante e l’obbiettivo più grande, che oggi è stato raggiunto, è però sapere che i venerdì per il futuro siano partiti da una ragazza e siano portati avanti in tutto il mondo da suoi coetanei.
Significa, e ci auguriamo davvero che sia così, che sta crescendo una generazione consapevole delle dinamiche in atto ma soprattutto con la voglia di contrastarle.

Per Volonwrite
Fabio Rossignoli

Categories: News

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