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Google promette che i suoi prossimi Nexus saranno dotati di riconoscimento facciale e molte altre app per aiutare le persone disabili

La tecnologia per il riconoscimento facciale ha fatto molta strada negli ultimi anni e ora sembra che Google stia lavorando per renderla una parte fondamentale dei suoi smartphone. Il Wall Street Journal informa infatti che Google sta lavorando per costruire una nuova generazione di smartphone dotati della tecnologia per il riconoscimento facciale, integrata direttamente nel loro hardware, senza bisogno di alcun accesso remoto ad internet e con meno problemi di latenza.

Google sta portando avanti i suoi lavori insieme a Movidious, che in precedenza ha assistito l’azienda con la sua iniziativa di mappatura, il Tango Project 3D, per sviluppare questi nuovi telefoni sperimentali. Google ha firmato il contratto con Movidius il 27 gennaio e, secondo i termini dell’accordo, l’azienda utilizzerà i processori sviluppati da Movidius per potenziare i suoi  prossimi Nexus.

Google però non si ferma qui, perché sta pensando a diverse applicazioni per i suoi prossimi smartphone, che li renderanno in grado di identificare non solo i volti, ma molti altri oggetti in tempo reale, tra cui “identificare le persone ad autorizzare transazioni, aiutare le persone non vedenti e la traduzione di segni.”

Il capo esecutivo di Movidius,Remi El-Ouazzane, dice che gli smartphone che utilizzano questa tecnologia saranno pronti in “futuro non troppo lontano.” Questo probabilmente significa che avremo dispositivi simili forse sui Nexus che verranno lanciati già nel 2017.

“Ciò che Google è stato in grado di raggiungere con le reti neurali ci fornisce le basi per l’intelligenza delle macchine, ponendo le basi per il prossimo decennio di come la tecnologia migliorerà il modo di interagire con il mondo”, ha detto Blaise Agüera y Arcas, capo del gruppo di intelligenza delle macchina di Google a Seattle. “Lavorando con Movidius, siamo in grado di estendere questa tecnologia al di là del centro e fuori verso i dati nel mondo reale, dando alla gente i vantaggi dell’intelligenza delle macchina sui propri dispositivi personali“, ha aggiunto Blaise.

Un tale smartphone, se costruito con successo da parte di Google, avrà enormi benefici per le persone con disabilità. Ad esempio le persone con difetti alla vista saranno in grado di muoversi più facilmente negli ambienti urbani e permetterà anche loro (e non soltanto a loro) di leggere persino documenti in lingua straniera; semplicemente tenendo il telefono puntato sul testo si attiverà istantaneamente la funzione di traduzione in tempo reale. Tramite un’altra applicazione mobile e hosting di immagini, Google Photo sarà in grado di memorizzare e analizzare le immagini caricate dagli smartphone. Gli utenti possono semplicemente digitare i nomi degli oggetti, come fiori o case o montagne, per trovare l’immagine corrispondente. Tuttavia, per utilizzare questa applicazione, è necessario essere connessi al server di Google. Inoltre, un’immagine richiede tempo per essere caricata e può non essere sempre possibile in quanto questa dipende dalla disponibilità di una connessione wireless e dalla velocità della stessa.

Le condizioni finanziarie del nuovo accordo non sono ancora state rese note, né Google ha parlato apertamente di quando tale tecnologia all’avanguardia approderà sul mercato.

Fonte: graffitiblog.it

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?