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Gran weekend di Adaptive Rowing sulle rive del Po

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Disciplina in costante ascesa, quella del pararowing (canottaggio praticato da atleti con disabilità motorie, sensoriali e intellettive), che acquisisce di anno in anno sempre maggior prestigio ed è protagonista di questo fine settimana sportivo a Torino.

Tra sabato 18 e domenica 19 ottobre, infatti, oltre duecento atleti di equipaggi provenienti da ogni parte d’Italia (venticinque società) si sono sfidati nella manifestazione Rowing for Rio, competizione a livello nazionale, arrivata alla sua nona edizione e curata come sempre egregiamente dalla Società Canottieri Armida.

Tutto è cominciato sabato 18 con le gare sui 200 metri della categoria Special Olympics, il movimento internazionale degli atleti con disabilità intellettiva e relazionale, che dal 2012 è entrata a far parte della manifestazione. Paolo Ramoni, coordinatore della Tevere Remo e allenatore nazionale del canottaggio indoor rowing special olympics, spiega che “non ci sono differenze di allenamento rispetto al canottaggio paralimpico. L’allenamento è il medesimo, ma ovviamente cambiano gli obiettivi. La vincita non sempre è il fine ultimo, quanto la partecipazione e il coinvolgimento emotivo dei ragazzi. Lo sport è un mezzo per esprimersi”.

Il momento clou è stato però domenica 19 con le gare di Para Rowing, alle quali hanno partecipato atleti di punta come Eleonora de Paolis – mitica atleta della Nazionale Italiana, che poco più di un mese fa ha vinto il titolo Italiano di canottaggio paralimpico nella specialità singolo femminile A.S svoltiai a Candia (Ivrea) dal 19 al 21 settembre e che consta di un 8° posto ai mondiali pararowing 2014 – e Fabrizio Caselli, della Società Canottieri Firenze, 5° posto ai mondiali 2014 e in lizza per i giochi Paralimpici di Rio de Janeiro 2016.

Importante la presenza anche di Dario Naccari, caposettore del pararowing italiano e responsabile del progetto: Questo tipo di gare nazionali sono sempre importanti sia dal punto di vista promozionale sia da quello agonistico: per allenare i ragazzi, aumentare il loro spirito competitivo e soprattutto per scoprire nuovi atleti in vista di Rio 2016 , anche per quel che riguarda il settore femminile, che stiamo cercando di espandere. Se non troviamo giovani andiamo con i ragazzi che abbiamo sperando di fare bene. Anche dal punto di vista promozionale sono importanti perché la Federazione Italiana Canottaggio, con il suo presidente Giuseppe Abbagnale, ha voluto diffondere il para-rowing in tutte le regioni italiane favorendo una crescita numerica e di livello del nostro movimento. Il 2015 sarà sicuramente un anno molto importante perché sarà quello delle qualificazioni, ma questo non vuol dire che non guarderemo con occhio di riguardo anche tutti i ragazzi con problematiche relazionali e di inclusione sociale, un problema purtroppo molto radicato all’interno della nostra società.”

Presente anche Cristina Ansaldi, spalla destra di Naccari e vice tecnico della nazionale in vista delle Paraolimpiadi di Rio2016, che si è espressa sugli obiettivi e sulle qualificazioni: “Ormai mancano solo 690 giorni a Rio2016 e il prossimo anno ad agosto abbiamo una gara internazionale di qualificazione in Francia, speriamo di trovare ragazze che si appassionino a questo sport perché ci sono poche imbarcazioni al femminile “

Da segnalare l’intervento di Gian Luigi Favero, entusiasta del continuo successo che l’adaptive rowing sta avendo nel territorio piemontese: Tra ieri e oggi abbiamo contato circa 500 partecipazioni e 300 atleti iscritti alle competizioni. Grandi numeri per il pararowing che incalza sempre di più sulle acque torinesi del Po”. Continua il Presidente:quelle di oggi e di ieri sono gare nazionali per dar modo ai ragazzi della nazionale di allenarsi e confrontarsi. E soprattutto per cercare nuovi talenti, come Davide Dapretto, nuova promessa emergente del pararowing. Dapretto arriva da Genova e si è stabilito a Torino per dedicare anima e corpo al canottaggio con il sogno di entrare nel circuito della nazionale.”

La Società Armida presenta sempre grandi atleti in Nazionale e il segreto “dipende dal grande lavoro dei nostri allenatori. Grande merito va a Walter Bottega, ex atleta agonista con alle spalle un passato da campione e due olimpiadi a Barcellona e Atalanta. Grande merito anche a Cristina Ansaldi, vice allenatore della nazionale di pararowing.”

Due grandi personalità come loro non possono far altro che sfornare atleti con grandi capacità.

L’appuntamento è per il 17-18 ottobre 2015 con l’edizione decennale di Rowing for Rio, vi aspettiamo.

Simone Croce e Vittoria Trussoni

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!