Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Marco Berton e Stefano Martini

“Sono diversamente handicappato e anche muto”: ha esordito così Guido Nasi alla presentazione della sua autobiografia “Il lottatore” (scritta insieme al giallista Maurizio Tallone ed edita da Golem), andata in scena durante l’ultima giornata del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il libro racconta la sua storia prima e dopo la brutale aggressione a bottigliate avvenuta a Dublino nel 1999, più volte passata su programmi televisivi nazionali.

Come suggerisce la presentazione iniziale, testardaggine, tranquillità, caparbietà e umorismo sono le qualità che lo contraddistinguono da sempre: “Il libro – ha affermato – inizialmente doveva intitolarsi “Una vita spezzata” ma poi, trovandolo inadeguato, abbiamo optato per “Il lottatore” perché è un aspetto della mia condizione”.

Guido, che comunica attraverso un sintetizzatore vocale a tastiera, ha affermato di avere solamente alcuni ricordi dei tragici momenti che l’hanno portato su una carrozzina: “Non ricordo nulla dell’aggressione – ha dichiarato – ma solamente del mio percorso verso l’ospedale, fatto di mia spontanea volontà”. La sua tenacia l’ha spinto, dopo l’uscita dal coma, ad auto-diagnosticarsi la propria patologia: “Ho scoperto – ha aggiunto – poi da solo, studiando in rete il mio caso, di soffrire di Parkinsonismo di origine traumatica, fatto confermato dagli esami fatti successivamente a Milano”.

A descrivere, nel dettaglio, la genesi de “Il lottatore” è il co-autore Massimo Tallone, scrittore affermato di libri gialli: “Quando ho saputo – ha spiegato – che Guido stava cercando qualcuno che mettesse a posto l’enorme mole di testi scritti in questi anni non ho esitato: quello che è venuto fuori è la sua esatta radiografia fisica e morale”. Per quanto riguarda la struttura, l’elemento autobiografico risulta preponderante: “La sua vita – ha continuato Tallone – fa da scenario narrativo, descrivendo la transizione dalle facoltà normali all’essere una persona con disabilità. Nel libro sono anche inserite poesie, racconti e veri e propri consigli di tipo clinico tipo tagliare le unghie dei piedi”.

L’esempio portato da Guido al Salone, oltre ad avvicinarlo a tutti gli scrittori, l’ha portato a rielaborare positivamente la propria esperienza: “La scrittura – ha concluso Tallone – può essere un metodo di governo di quei lati più emotivi e sensibili del nostro io. Quando le situazioni drammatiche diventano parole, queste assorbono la massa emotiva e alleviando le sofferenze”.

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