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Ho dovuto diventare ottimista

Si chiama così il nuovo progetto della Fondazione milanese Ariel, impegnata quotidianamente per migliorare la qualità di vita dei bambini con disabilità e delle loro famiglie, e che ora punta in particolare ad agevolare la partecipazione di quei bimbi alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport. Per sostenere l’iniziativa, è stata anche avviata una raccolta fondi tramite SMS solidale, che continuerà fino al 3 maggio

Ho dovuto diventare ottimista è il nome del nuovo progetto di Ariel, Fondazione milanese impegnata quotidianamente per migliorare la qualità di vita dei bambini con disabilità e delle loro famiglie, che ora punta in particolare ad agevolare la partecipazione di quei bimbi alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport, come sancito dal trentesimo articolo della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Ma come verrà realizzato tutto ciò? «Abbiamo pianificato numerose attività – spiega Stefania Cirelli, responsabile nella Fondazione Ariel della Formazione, della Progettazione Sociale e del Volontariato – che realizzeremo tra il prossimo mese di settembre e il mese di giugno del 2016, permettendo a molti bambini con disabilità di mettersi in gioco. Nello specifico, attività sportive, ludico-ricreative e di pet therapy[terapia con gli animali, N.d.R.], con il coinvolgimento di almeno cinquanta bambini con paralisi cerebrale infantile, ma anche seminari di sensibilizzazione e formazione e ampliamento del servizio psicologico di sostegno alla famiglia. Inoltre, vogliamo anche dare vita a un fondo economico destinato a garantire queste attività nel tempo per i bambini delle famiglie più bisognose».
Per sostenere tale progetto, Ariel ha già avviato da qualche settimana una campagna di raccolta fondi tramite un SMS solidale (45507), attivo fino al 3 maggio.
Testimonial dell’iniziativa è Francesca Valla, la nota “Tata Francesca” del programma televisivo di La7 SOS Tata, già da tempo vicina alla Fondazione milanese. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fondazione.ariel@humanitas.it.

Fonte: Superando.it

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