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Hotel a 6 stelle

 

Una nuova “docu-fiction” farà capolino nelle nostre case a partire da lunedì 17 febbraio su Rai3, in seconda serata: si tratta del racconto di un reale tirocinio formativo di sei ragazzi con la sindrome di Down, che impareranno un lavoro nuovo presso un albergo di Roma. Non a caso, infatti, la serie si intitola “Hotel 6 stelle”.

In una società in cui la televisione e i reality hanno una visibilità esorbitante, la tv stessa sceglie di inviare un messaggio positivo e costruttivo, legando la disabilità al mondo del lavoro: i sei protagonisti (tre ragazzi e tre ragazze) , di età compresa tra i 18 e i 31 anni, saranno realmente impegnati a svolgere attività di responsabilità all’interno della struttura alberghiera, dove tutto il loro operato sarà registrato dall’attento occhio delle telecamere. Un vero e proprio tirocinio insomma, con lo scopo di raccontare un’esperienza di inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva, sfatando il mito di “impossibilità”.

Ad arricchire il format (e anche a renderlo più appetibile al pubblico della tv generalista) ci saranno per i sei protagonisti le lezioni di inglese di John Peter Sloan, artista di Birmingham, attore, cantante rock, autore di “Instant English”, il manuale di inglese più venduto in Italia, e di tre collane video che legano grammatica e comicità e puntano ad insegnare l’inglese con il divertimento: un personaggio già noto al pubblico televisivo perchè ospite in numerosi programmi di intrattenimento e/o informazione (“Amici”, “Mattino Cinque”, “La vita in diretta” fra gli altri).

Obiettivo delle sue lezioni sarà evidentemente quello di aiutare i ragazzi a rapportarsi con i clienti stranieri dell’hotel.

Vi saranno poi “visite inaspettate”, che regaleranno ai ragazzi grandi emozioni: si tratterà di personaggi famosi, del mondo dello spettacolo e non solo, di cui i giovani sono fan, e con i quali – a sorpresa – si troveranno ad avere a che fare durante il loro lavoro.

Il programma è una produzione Magnolia, realizzato dal regista Claudio Canepari, uno degli autori che più hanno lavorato negli ultimi anni su temi sociali: i telespettatori di Rai3 lo ricorderanno per “Residence Bastoggi”, una docu-fiction andata in onda negli scorsi anni e incentrata sulla vita reale di uno dei quartieri più poveri e degradati di Roma, ma suoi sono anche altri programmi di successo come “Reparto Maternità” o “Scacco al re”.

Fondamentale è stata poi la collaborazione dell’Aipd, l’Associazione Italiana Persone Down, che ha fornito la competenza tecnica necessaria e che da ben 35 anni è attiva in tutta Italia per tutelare i diritti e favorire il pieno inserimento sociale delle persone con sindrome di Down.

 

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

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