La Salute in Comune - 2014

I laboratori con la lana cardata del Progetto Madre Terra

1656243_1445317345698687_808149073_nL’associazione GiraGiraSole propone laboratori ludico-creativi a sostegno dei percorsi educativi rivolti a persone con disabilità e a bambini – disabili e non. Con la collaborazione dell’Associazione Il Chicco di Grano e della Fattoria Didattica Il Melograno ha avviato a Villar Dora (TO) il Progetto Madre Terra formato da un’équipe di coltivatori diretti, educatori professionali, psicologi, pet-therapist, uniti dall’idea che la natura sia fortemente connessa ed essenziale per un benessere psico-fisico dell’essere umano.

L’ideale su cui si fonda è che stare all’aria aperta nei terreni di campagna faccia bene al corpo ma anche allo spirito. E’ stato dimostrato che ciò che influenza l’umore è la presenza di un batterio, il mico Mycobacterium vaccae, che agisce come un anti-depressivo naturale, in grado di ridurre l’ansia, migliorare l’umore e aumentare le capacità di apprendimento; questo perché capace di attivare nel cervello un gruppo di neuroni che aumentano i livelli di serotonina:“Per questi motivi abbiamo deciso di condividere la vita in campagna con bambini, disabili, anziani, famiglie e chiunque senta la necessità di un momento rigenerante attraverso le nostre attività”

Il Progetto Madre Terra organizza svariati laboratori: per l’infanzia, la disabilità e la terza età.

A queste, si aggiungono attività quali il Baratto, Riciclo creativo e l’Autoproduzione, che sfrutta risorse a kilometro 0 per limitare l’impatto ambientale e dei trasporti.

All’interno del giardino è stata allestita una Yurta: un’abitazione nomade ricoperta da uno spesso strato di feltro in pura lana, che la rende calda d’inverno e la isola dal calore d’estate, insomma, una valida alternativa ai mattoni, economica, accogliente, resistente e soprattutto ecosostenibile, questo per sottolineare la loro volontà di unire le persone tra loro e con la Terra.

Per Associazione Volonwrite
Manuela J. Pavia e Martina Passarello

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Manuela Pavia

Manuela Pavia

Ciao, sono Manuela J. collaboratrice della redazione multimediale per la comunicazione sociale del servizio Passepartout. Nel raccontarmi vi confesso che fin da bambina ho avuto una spiccata predisposizione per l’arte, questo mi ha portata crescendo a seguire un percorso di studi nel settore! A seguito della mia scelta di Servizio Civile, che ho svolto come educatrice presso l’oratorio Salesiano San Luigi, la mia formazione da li in avanti verte su una scelta più di tipo sociale/educativo. Partecipo come volontaria a diverse associazioni, tra cui A.V.O, Croce Rossa Italiana, ecc… A seguito di un incidente a cavallo nel 2011, entro nel mondo della disabilità, da qui la scelta di rimettersi in gioco; partecipo alle selezioni e supero un concorso di Borsa Lavoro indetta dal Servizio Passepartout del Comune di Torino. Conosco così l’associazione VolonWrite, dove trovo un ambiente giovane ed energico, mi appassiono così sempre più alla comunicazione sociale. Oggi si parla molto di inclusione sociale, di non discriminazione e di diversità…

Per me ogni individuo è diverso dall’altro perché è nella sua natura la sua splendida unicità, la disabilità è una “diversa” condizione di vita, penso però che ogni persona ha delle capacità che devono essere sviluppate e delle lacune che possono essere colmate!
M.J.P.

Che cos’è la diversità…? […]«E' grave voler essere tutti uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica all'altra.» Paulo Coelho

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