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“I miei 1.895 chilometri con una gamba sola”

Roberto Bruzzone in 115 giorni dal Perù alla Bolivia

Missione compiuta. Ci sono voluti 115 giorni di cammino e 1.895 km di percorso in ambienti estremi (e mozzafiato) ma l’atleta ovadese Roberto Bruzzone, alla fine, ha conquistato anche Perù e Bolivia, le vette delle Ande e i siti archeologici di Macchu Picchu e Cuzco. Al traguardo boliviano di Tiahuanaco è arrivato un paio di giorni fa, dopo la partenza dalla capitale peruviana Lima lo scorso 25 gennaio, percorrendo una media di 16,4 km al giorno, compresi i riposi, e stringendo i denti quando la protesi che dal 2004 gli sostituisce la gamba destra, persa in un incidente, cominciava inevitabilmente a fare male.

L’undicesima avventura
Come spalla nella nuova avventura, l’undicesima da quando ha deciso di reagire all’handicap dimostrando a sé stesso e al prossimo che non ci sono limiti al coraggio e alla forza di volontà, ha avuto un altro ovadese: Enrico «Chicco» Alpa, da anni in Sud America, al suo fianco in ogni metro del percorso. Rigorosamente in infradito. «Non credo che esistano parole per descrivere quello che provo – racconta Roby, impegnato a preparare il ragù in una posada gestita da italiani a Puno, Perù, dove sta riprendendo fiato -. Il lato sportivo è importante, certo, e sono felicissimo di quest’esperienza incredibile che ho vissuto con Chicco, tra emozioni e situazioni uniche. Ma nulla di paragonabile alla soddisfazione che mi ha dato vedere quanto questo viaggio abbia significato per il mondo della disabilità, quanto in questi mesi sia stato in grado di motivare altre persone con problemi come i miei, che da casa mi hanno seguito e hanno tifato per me insieme alla mia famiglia e ai miei amici. E ai miei preparatori del team Roby Damatti».

In Italia a giugno
E di certo ce n’è voluta in un percorso splendido ma estremo, che ha tagliato la catena andina tra foreste e villaggi, vette, altitudini sempre comprese fra 2 mila e 5.228 metri, scrosci di pioggia, cibo scarso. Sacrifici ripagati da panorami stupefacenti e siti archeologici, emozioni e incontri imprevedibili: da quello col ciclista avventuriero Tim al cagnolino Inti, poi ucciso da un’auto. «Ricordi che resteranno nel cuore e che forse trasformeremo in un libro fotografico», dice Bruzzone, che tornerà in Italia a giugno.

di: Daniele Prato
Fonte: La Stampa

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