La Salute in Comune - 2016

I mille volti dell’Amore

11 luglio, prima serata a La Salute in Comune condotta da Stefano Martino e da Vittoria Trussoni dell’Associazione Volonwrite: per il loro esordio si è parlato del mistero più antico che esista, quello dell’amore.

“Cosa è per te l’amore?” è il titolo del video realizzato da Volonwrite per Mezzopieno che ha introdotto il tema della pillola di salute; una domanda difficile, che fa sorridere e che lascia spazio alle mille sfaccettature e ai mille volti dell’amore

Sul palco, per conoscere meglio queste sfumature, sono state interpellate la psicologa e psicoterapeuta Denise Magliano delCoordinamento Torino Pride, Angela Mazzoccoli, mamma delgruppo Agedo, Andrea Manini, referente di ArciGay ed Eleonora Ceccaldi, volontaria di ArciGay.

Nonostante si viva nel 2016, vi è ancora confusione e rigidità riguardo le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender): l’idea comune di famiglia sembra non tenere in considerazione la possibilità dei figli di prendere strade diverse e a pagarne le conseguenze sono i giovani, avvolti da un senso di solitudine e inadeguatezza. Un problema serio che nei ragazzi comincia a manifestarsi durante l’adolescenza, quando si inizia ad esplorare il proprio corpo.

Il nostro obiettivo è proporre alle Scuole attività con i nostri volontari giovani, familiyusando metodologie informali per creare un dialogo e per permettere ai ragazzi di indagare serenamente la propria sessualità e affettività – ha spiegato Denise Magliano – Nell’adolescenza è frequente la presa in giro, per questo è fondamentale dare un esempio di inclusività: noi ci occupiamo di tutte le sfumature dell’amore.

L’apertura dell’istruzione all’indagine sulla sessualità dei ragazzi è importante, ma un ruolo decisivo è giocato dai genitori dei giovani che si scoprono LGBT: l’associazione Agedo è formata da mamme e papà che hanno figli omossessuali e che offrono sostegno e aiuto ad altri genitori (e di conseguenza ai loro figli).

Siamo genitori che accolgono genitori e siamo convinti che raccontare il proprio disagio sia sempre un bene per la famiglia- ha raccontato Angela – Spesso sono i ragazzi che portano i genitori da noi; anche noi andiamo nelle scuole. Il nostro compito è spiegare cosa non è l’omosessualità, abbattendo cattivi luoghi comuni e dicendo di “non aver paura”.

Una pillola della salute decisamente azzeccata, specie considerata la vicinanza temporale con il Torino Pride celebrato appena due giorni fa. La serata si è conclusa con un gioco illuminante a cura dei volontari Andrea ed Eleonora, che hanno fornito una spiegazione a termini usati spesso in modo confuso. Ecco uno specchietto esplicativo comprensibile a tutti:

  • Sesso biologico: è il sesso con cui la persona nasce e che determina se sia maschio o femmina
  • Identità di genere: è quanto ci si identifica con quelle caratteristiche che vengono associate all’essere uomo o donna. Risponde alla domanda “chi sono”, “come percepisco me stesso”
  • Orientamento sessuale: dipende dalle persone da cui siamo attratte e di cui ci innamoriamo.
  • Ruoli di genere: sono le caratteristiche che la società e la cultura di oggi ci attribuiscono (ad esempio in passato il ballo era associato alla donna, per cui un uomo che amasse ballare veniva considerato omosessuale).

L’identità sessuale di ognuno di noi è formata da queste quattro parti: non c’è nulla di più complicato e allo stesso tempo naturale e spontaneo dell’amore.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!