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I “pionieri” e i moderni: le storie straordinarie dei paralimpici italiani

Sul numero di agosto-settembre di SuperAbile Inail i ricordi e le emozioni dei primi atleti, diventati campioni al Centro paraplegici di Ostia grazie alla sport-terapia, affiancati da quelli che gareggeranno ai giochi di Rio. È il progetto “Memoria paralimpica” che verrà presentato l’1 settembre.

Sul territorio della città di Ostia vive ancora un piccolo nucleo dei primi atleti paralimpici italiani, oggi 70-80enni. Approdati giovanissimi, tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, al Centro Paraplegici dell’Inail diretto dal dottor Antonio Maglio, hanno rimesso in moto le proprie vite attraverso lo sport. Erano operai, agricoltori, pastori provenienti da varie regioni d’Italia, che Maglio riuscì a coinvolgere in un progetto di riabilitazione e reinserimento. sociale rivoluzionario. Ed erano tutte vittime di infortuni sul lavoro gravi e fortemente invalidanti, che sembravano aver tolto spazio a qualsiasi speranza.
Attraverso il duro impegno e la sport-terapia, sono riusciti a diventare dei campioni nazionali e mondiali. Le loro vite e i loro successi di uomini, prima che di atleti, rappresentano un chiaro esempio del forte valore sociale e terapeutico dell’attività sportiva. Ai loro ricordi, soprattutto, è dedicato il numero di agosto-settembre della rivista SuperAbile Inail, ricco di foto d’epoca inedite e di testimonianze di prima mano.
Questo numero monografico della rivista è di fatto parte di un progetto più ampio promosso dal Cip e intitolato “Memoria paralimpica”, che comprende un archivio online di testi, foto e interviste (il sito web www.memoriaparalimpica.it), il film-documentario “E poi vincemmo l’oro” (56’), una mostra fotografica, un pieghevole illustrativo. Il progetto è stato realizzato per il Comitato italiano paralimpico dall’agenzia di stampa Redattore sociale, in collaborazione con Zoofactory film production e Kapusons web agency. E verrà presentato giovedì 1 settembre (ore 11-13) a Roma presso la sede dell’Inail in Piazzale Pastore n. 6.

Obiettivo principale del progetto e` stato quello di recuperare e mettere a disposizione dell’intera collettività le testimonianze dei diretti protagonisti e/o dei loro familiari e le fotografie più significative tratte dai loro album personali. Le loro vicende individuali, accanto alle immagini di vita sportiva e quotidiana all’interno del Centro Paraplegici di Ostia, permettono di fare luce su un pezzo di storia del nostro Paese su cui finora non si era indagato abbastanza.
Le voci e i volti dei “pionieri” del movimento paralimpico italiano sono affiancati da quelli degli atleti più giovani, molti dei quali saranno protagonisti ai giochi di Rio de Janeiro a settembre 2016. Da Aroldo Ruschioni ad Alex Zanardi, da Olver Venturi a Martina Caironi, da Irene Monaco a Luca Pancalli (oggi presidente del Cip) le 25 video interviste sono state effettuate tra marzo e giugno 2016.

Il patrimonio di ricordi e narrazioni del gruppo di Ostia e` inestimabile: una memoria, in primo luogo orale, sui primordi dello sport paralimpico che rischiava di perdersi. Nei decenni successivi lo sport praticato da persone disabili ha vissuto?uno sviluppo evidente. Affermatosi come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale, ha accompagnato quelle corpose trasformazioni sociali e culturali che hanno modificato profondamente la vita delle persone disabili?e la stessa percezione comune della disabilità. Il movimento paralimpico ha così conquistato nel corso del tempo il riconoscimento della sua pari dignità rispetto allo sport olimpico?

La gestione e la promozione delle attività sportive per persone disabili sono affidate oggi al Comitato italiano paralimpico, che favorisce la pratica agonistica e si occupa dell’avviamento alla pratica sportiva delle persone con disabilità. Attività, quest’ultima, sviluppata soprattutto nelle Unità spinali in accordo con Inail e nelle scuole in accordo con il Ministero dell’Istruzione. Come succedeva a Ostia decenni fa, anche oggi sono tante le persone con disabilità che trovano nello sport una ragione forte di vita: un filo rosso che, partendo dai primi Giochi Paralimpici di Roma 1960, ci porta fino alle moderne edizioni delle Paralimpiadi, diventate a tutti gli effetti dei grandi eventi sportivi.
Clicca qui per leggere e scaricare in pdf la rivista.

I NUMERI di Memoriaparalimpica.it
– 12 interviste ai pionieri dello sport paralimpico e/o ai loro familiari e 13 interviste ai campioni moderni e contemporanei (in formato integrale e per estratti e accessibili sia attraverso il sito memoriaparalimpica.it sia attraverso YouTube)
– 900 foto inedite provenienti dagli album personali dei singoli testimoni, ma anche da altre fonti tra cui il Centro Paraplegici di Ostia e l’Associazione Amo
– 30 gallery multimediali contenenti le foto e i video raccolti
– 4 video d’epoca
– 5 canzoni cantate dal complesso del Centro Paraplegici di Ostia, tra cui una composizione musicale scritta e interpretata dal dottor Antonio Maglio in persona

Data: 09/08/2016

Fonte: Redattoresociale.it

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