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I robot che aiutano ad usare le mani

Arm e Hand I robot che aiutano ad usare le mani

I robot per la riabilitazione pediatrica

Consentono a bambini con disabilità agli arti superiori di prendere oggetti

L’ospedale pediatrico Bambino Gesu’ di Santa Marinella ha presentato di recente due nuovi robot per la riabilitazione motoria pediatrica di bambini con disabilità agli arti superiori.

Si chiamano Arm e Hand e Wrist e sono stati donati dalla Fondazione Roma per aumentare la capacità tecnologica all’interno del MARLab, il laboratorio di Analisi del Movimento e Robotica presente in tale sede dell’ Ospedale Pediatrico oltre che a Palidoro.

Si tratta di macchinari di ultima generazione per il trattamento riabilitativo di patologie sia congenite che acquisite del sistema nervoso e del muscolo scheletrico, che offrono la possibilità a diversi bambini con problemi funzionali agli arti superiori di tornare ad afferrare e manipolare gli oggetti.

La correzione dei movimenti

I due dispositivi consentono di applicare i più moderni principi di apprendimento motorio, supportando e correggendo i movimenti delle braccia dei piccoli pazienti.

Arm e Hand consente l’alloggiamento comodo dell’avambraccio e della mano e interagisce con i tentativi di movimento dei pazienti guidandoli con dolcezza.

In particolare, regola i movimenti della spalla e del gomito, che sono indispensabili per raggiungere gli oggetti, e quelli di apertura e chiusura della mano che servono a prendere e lasciare tali oggetti.

Wrist serve invece a comandare i movimenti del polso, integrandosi  funzionalmente con l’altro sistema al fine di ottenere un corretto orientamento della mano per l’uso desiderato.

I trattamenti personalizzati

I due robot hanno la capacità tecnica di adattarsi ai progressi dei pazienti, modificando quando richiesto la modalità di interazione e consentendo così una personalizzazione del trattamento.

Dunque per ciascuna seduta il personale appositamente preparato adatterà i robot alle esigenze specifiche di ogni bambino sottoposto alla riabilitazione.

Entrambi i  dispositivi possono essere utilizzati da almeno 6 pazienti al giorno che effettueranno sedute di circa un’ora, per un totale di venti trattamenti nella media.

Si stima che saranno circa 100 i bambini che in un anno potranno trarre vantaggio dai questi nuovi robot.

Fonte: sociale.it

(s.c./s.f.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?