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I supereroi Islam si alleano con Superman per la pace

In momenti di grande difficoltà anche i fumetti diventano portavoce del desiderio di pace e di cambiamento. Se nella cultura occidentale la speranza di un futuro migliore si impersonifica in supereroi come Batman, Spiderman e Iron Man, nel mondo arabo le nuove generazioni si ispirano ai nuovi Qahera, Malaak e Jinnrise, icone di giustizia e di coraggio, simboli della cultura popolare di pace e paladini di un mondo nuovo.

Qahera si batte contro i molestatori delle donne che infestano l’Egitto, un paese con un elevato tasso di abusi sessuali. Questa eroina in rosa difende la popolazione femminile, dà loro nuova dignità e punisce i pervertiti.

Malaak è l’Angelo della Pace, nuovamente donna, che lotta contro gli spiriti del male della cosmologia islamica. Si tratta di una evocazione della realtà in Libano, dove si combatte una lunga guerra che dura dagli anni settanta.

La più iconica è la delicata ma potentissima Jinnrise, che  protegge il pianeta dagli alieni che vogliono distruggerlo ed ha i poteri straordinari che il Corano assegna a Maometto.

La scelta di rappresentare eroine donne che fronteggiano il male è significativa e nasce da una nuova generazione di giovani fumettisti arabi che stanno creando una nuova sensibilità di genere, diversa dagli storici stereotipi maschili che sembrano sempre più perdere il loro monopolio di difensori del bene.

Saranno dei supereroi di carta ed inchiostro a portare la pace in tante tormentate regioni? Sicuramente un piccolo importante passo che vede le nuove generazioni mediorientali desiderose di un profondo cambiamento.

Claudia Cespites per Mezzopieno News

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!