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Idea per l'Africa


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1Domenica 21 luglioL’Associazione Idea Onlus nasce nel 2009 tra medici specialisti in malattie infettive tropicali a favore di un’Africa che sta emergendo. Idea infatti, significa Italian Doctors for Emerging Africa. Il primo obiettivo è stato costruire un ospedale nel nord dell’Uganda, una delle zone più povere e disagiate dove erano presenti gravi problemi di gestione di due flagelli: l’AIDS e la tubercolosi. Contemporaneamente, sono stati avviati corsi di formazione e ampliato il progetto anche ad altre personalità appartenenti all’Università di Torino.

Alberto Biglino e Giulia Montrucchio ci raccontano la loro realtà.

 

Progetti attivi e passati della vostra associazione in Africa

Il progetto tubercolosi fortunatamente si è concluso in maniera ottimale. Infatti siamo riusciti a garantire la presenza fissa di un medico in ospedale nel reparto di tubercolosi e abbiamo garantito la formazione a tutti gli operatori che operano in quel settore. Per quanto riguarda l’AIDS non abbiamo trovato una situazione catastrofica. Siamo solo intervenuti per migliorare quello che già esisteva dal punto di vista dei protocolli, degli interventi terapeutici e abbiamo acquistato un’apparecchiatura per monitorare la terapia dei pazienti e i suoi effetti sull’organismo.

 

A proposito di progetti, ho sentito che alcuni di voi volontari sono in partenza per l’Africa a breve, e tu sei una di questi, vero Giorgia?

M in realtà sarà un viaggio più breve rispetto agli altri. Io in passato mi occupavo direttamente del reparto di tubercolosi, mentre adesso partirò per un monitoraggio dei progetti sviluppati nell’ospedale della città di Matany, in Uganda. Inoltre la nostra permanenza lì ci ha permesso di capire le esigenze del posto e ideare altri piccoli progetti efficaci e soprattutto facilmente sostenibili, come quello della malnutrizione. Cerchiamo di garantire ai pazienti dell’ospedale almeno un pasto proteico al giorno. Ci occupiamo anche di migliorare la diagnostica, in modo da rendere più facile lo svolgimento di esami di laboratorio, anche complessi come le biopsie.

Abbiamo anche all’attivo progetti che esulano dal campo medico e che lavorano nel socio educativo dando sostegno ai giovani e alle scuole, oppure organizzando laboratori di informatica. Il viaggio di adesso ha anche l’obiettivo di tastare il terreno per far nascere eventualmente altri progetti.

 

Piccoli progetti e di facile sostenibilià, ma come finanziate i vostri progetti?

Noi al momento siamo tutti volontari. Trovare finanziamenti non è affatto facile, ma quando raccontiamo la nostra storia le persone si fidano e ci credono, a dispetto della crisi e quant’altro. Il nostro obiettivo è conoscere persone e farsi conoscere il più possibile. Inoltre facciamo affidamento sul 5 per mille e soprattutto sui piccoli eventi che organizziamo durante l’anno e ai quali cerchiamo di coinvolgere più gente possibile. In Italia facciamo anche formazione, nelle scuole, nel socio educativo, nei contesti culturali.

 

Progetti in loco, sensibilizzazione ed eventi futuri.

Per ora siamo in fase di elaborazione, a settembre inseriremo sul sito il calendario eventi. Ma di solito organizziamo aperitivi informativi e di raccolta fondi, spettacoli musicali – tra l’altro quest’anno c’è in programma un coro gospel – spettacoli teatrali e banchetti in giro per la città. Trovate tutte le informazioni sul sito www.ideaonlusforafrica.org oppure alla pagina facebook Idea Onlus.

 

Presidente, racconti con i suoi occhi che cosa si vede e che cosa si prova quando si entra in contatto con realtà di questo tipo, a chi non ha mai vissuto questo tipo di esperienza.

Il primo impatto in queste zone così remote e prive di qualunque tipo di sostentamento è davvero molto forte. Non c’è alcun tipo di assistenza medica, esistono degli ospedali grazie alle donazioni, sul quale gravitano regioni intere, con magari a carico 800 mila persone. Molti non hanno neanche i mezzi per raggiungere l’ospedale. Il primo senso che si prova quando si arriva è quello di sconforto. Dato che sono docente di malattie infettive ho cercato di far aderire più persone possibili stipulando una convenzione trilaterale tra l’ospedale dell’Uganda, la nostra associazione e l’università, coinvolgendo giovani studenti, medici e non e questa collaborazione ci permette di mantenere una presenza se non continua comunque abbastanza costante in Uganda.

Grazie ai nostri sostenitori ci sentiamo protetti e motivati. Tutto quello che spendiamo per i nostri progetti viene rendicontato per filo e per segno. Chi dona a Idea Onlus sa già fin dall’inizio per cosa verrà impegnato il denaro.

 

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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