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Idea, strade di gomma per le carrozzelle

Un grossetano trova il modo di semplificare la vita a disabili e anziani: tappeti antishock lungo un percorso di due km
GROSSETO. Mettiamoci per una volta nei panni di chi ha difficoltà motorie e immaginiamo una soluzione economica e fattibile per rendere il centro storico di Grosseto più accessibile a un’ampia fetta della popolazione, che comprende non solo i disabili sulla sedia a rotelle ma anche chi ha una temporanea invalidità, gli anziani e le mamme con il passeggino.

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L’idea. Da questo appoccio è nata, all’interno del percorso partecipativo “Grosseto partecipa” (vedi box), l’idea di realizzare un percorso lungo 1,8 chilometri e destinato a rendere la vita un po’ più facile a chi ha difficoltà motorie di qualunque genere. L’idea è stata sviluppata da un grossetano, Paolo Stefanini, un amico della Fondazione Il Sole, che ha raccolto le sollecitazioni dell’associazione di via Uranio che ha tra le sue finalità – per statuto – anche la sollecitazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche. «Tempo fa – ricorda il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino – mi sono sfogato con Paolo perché ero reduce da un giro in centro per uffici e mi ero rotto letteralmente la schiena a causa del pavimento sconnesso». Il suo sfogo stavolta non cade nel vuoto.
Il rimedio. La soluzione trovata da Paolo Stefanini è quella di stendere sul selciato un tappeto di materiale proveniente dal riciclo di pneumatici fuori uso (in sigla Pfu). Duplice lo scopo: impedire alle ruotine anteriori delle carrozzine di incastrarsi, costringendo anche gli accompagnatori a difficili e faticose manovre, e ammortizzare gli spostamenti grazie all’elasticità del sottofondo gommato. «Abbiamo fatto dei sopralluoghi e delle prove in centro – spiega Stefanini – e un tappeto di questo tipo dello spessore di dieci millimetri e largo un metro potrebbe essere sufficiente per consentire a tutti coloro che hanno problemi di mobilità spostamenti più confortevoli».
Il materiale. «La scelta – aggiunge Stefanini – è ricaduta su questo tipo di materiale perché più economico rispetto ad altre soluzioni e poco impattante in quanto rimovibile».
La spesa. Per il percorso di 1,8 chilometri proposto da Paolo Stefanini e dalla Fondazione Il Sole, ora al vaglio degli uffici comunali competenti, si stima una spesa di 50.000 euro tra materiali e messa in opera. «Il vantaggio di questa soluzione – sottolinea Frascino – è il fatto di essere rimovibile, aspetto che risolve eventuali problemi autorizzativi da parte della Soprintendenza».
Soluzione light. «Il tappeto viene fissato a terra con dei tasselli – dettaglia Frascino – e può essere facilmente tolto, ad esempio se serve intervenire sui sottoservizi. In casi di buche più grosse basta avere l’accortezza di livellare con un po’ di malta prima di posare la passerella gommata. Le scosse non possono essere eliminate ma vengono molto attutite con maggior confort per chi viaggia sulla sedia a rotelle».
Il “tracciato”. Il percorso suggerito dai promotori (pari a circa 1.800 metri lineari) è stato pensato per collegare i principali edifici pubblici dentro le Mura come il municipio e la Camera di Commercio, le chiese, i monumenti e i musei con le porte di accesso al centro storico. Alla presentazione del progetto è intervenuta anche Lorella Ronconi che ha sottolineato la valenza turistica oltre che sociale dell’iniziativa. «Lavorando allo sportello per i disabili all’Urp del Comune – spiega Ronconi – mi capita spesso di parlare con turisti disabili che pianificano un viaggio e vogliono giustamente sapere se monumenti e strutture sono accessibili. È un peccato dover rispondere che il nostro centro storico, anche se tutto pianeggiante, non è molto fruibile per un disabile. Credo che questa sia una soluzione fattibile, a basso costo e capace di semplificare la vita non solo a chi vive in sedia a rotelle ma anche a molte altre persone ed è bello il fatto che per realizzarla si impiegherebbe soltanto materiale proveniente dal riciclo».

(s.c./e.m.)

Fonte: iltirreno.gelocal.it

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