Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

indexDurante la serata del 2 Luglio 2014, in occasione de La Salute in Comune, abbiamo avuto modo di confrontarci con la responsabile del Centro Antiviolenza della Città di Torino: Patrizia Campo.

Il Centro Antiviolenza è attivo da un anno anche se, già dal 2010, il Comune aveva attivato uno sportello telefonico, 1522, a cui le donne vittime di violenza potevano rivolgersi per richiedere aiuto.  Questo servizio però non poteva dare una risposta diretta all’utenza, così dava i contatti di associazioni che avevano i mezzi per provvedere alle loro richieste. Oggi invece offre tutto il necessario grazie ai finanziamenti offerti dal Dipartimento Pari Opportunità.

La donna che subisce questo tipo di maltrattamento può rivolgersi al Centro contattandolo telefonicamente al 1522 o facendo visita nella sede in via Bruino n. 4 (Torino); qui potrà trovare una equipe specializzata che condividerà con lei un percorso da seguire, in modo tale da poter cambiare vita. Non esiste una soluzione unica a questa problematica…dietro ogni donna c’è una storia e ogni storia ha un epilogo diverso.

Il Centro Antiviolenza del Comune di Torino offre al suo interno consulenza legale con conseguente tutela, supporto psicologico sia di gruppo che individuale; il servizio è anche pronto a supplire alla necessità di protezione nel momento stesso in cui viene rilevata la pericolosità della situazione, infatti esistono le Case Rifugio in cui le donne, con i loro bambini, possono traferirsi e dove verranno mantenute al sicuro.

Tutto ciò è possibile grazie al lavoro di rete tra il Comune, le associazioni che offrono tutela legale e sostegno psicologico, e i servizi all’interno degli ospedali come il Centro Demetra o SVS Sant’Anna; questa collaborazione avviene all’interno di una cornice istituzionale: il Coordinamento Cittadino e Provinciale contro la violenza alle donne, coordinato dal Servizio Pari Opportunità della città di Torino.

Nel 2013 le donne che hanno usufruito di questo servizio sono state 120, ma essendoci altre realtà torinesi che hanno le stesse competenze, il numero di donne che hanno  bisogno di aiuto è maggiore. C’è da aggiungere che le donne che sono pronte ad uscire allo scoperto, sono ancora poche e quindi non si può ancora avere una percentuale che rispecchi la realtà.

Per questo motivo bisogna lavorare ancora molto sul piano culturale sia per aiutare le donne a farsi coraggio, non accettare questo tipo di soprusi  e sporgere denuncia, e sia per gli uomini perché si rendano conto che la violenza non è uno strumento per arrivare al cuore della persona amata, ma è un REATO perseguibile dalla legge.

Per Associazione Volonwrite
Francesca Dentico

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