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Il Centro Puzzle e la Pet Therapy


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1Mercoledì 10 luglio – Il Centro Puzzle è una struttura che si rivolge ai traumi cranio-encefalici, un’epidemia silenziosa che miete più vittime sotto i 30 anni rispetto all’Aids o ai tumori: 300 casi ogni 100 mila abitanti.

E’ nato nel 2001 per dare seguito alle richieste delle famiglie dei traumatizzati cranici che si trovavano a dover gestire in autonomia e solitudine le disabilità dei propri congiunti nel momento in cui questi venivano dimessi dagli ospedali.

L’approccio prevede la presa in carico dell’intera persona, non soltanto la deficitarietà cognitiva o motoria ma anche quella sociale o relazionale in rapporto alla storia di vita di ognuno.

Per questo motivo, l’equipe è multidisciplinare e le terapie che si offrono non sono in contrasto l’una con l’altra ma sinergiche nel raggiungere il medesimo obiettivo: il benessere del paziente.

 

Inizialmente, il Centro era un unico centro diurno nel quale si svolgevano terapie neuropsicologiche, fisioterapiche, logopediche ed educative; attualmente invece, ci sono due centri diurni e un nucleo residenziale notturno. In questo momento, è una delle poche struttura socio-assistenziale in Italia che si prende cura di chi ha subito lesioni cerebrali anche dopo la degenza in clinica.

Ultimamente, il Centro ha intrapreso una nuova strada, quella della Pet Therapy, in collaborazione con l’associazione Umanimalmente.

E’ Michela Taricco, neuropsicologa del Centro, a far luce su un progetto tanto importante.

 

Michela, che obiettivi ha questo progetto e come sta andando?

Dunque, l’abbiamo già fatto l’anno scorso e devo dire che è andato molto bene e i pazienti hanno reagito tutti veramente con gioia anche perchè tanti di loro faticano a trovare la motivazione nel fare le attività che proponiamo mentre invece con l’aiuto di un animale questo aspetto è stato immediatamente reso più facile. Inoltre, in pazienti con importanti deficit dell’attenzione e della memoria, abbiamo potuto osservare come l’attivazione emotiva dovuta alla relazione instaurata con l’animale sia riuscita a lasciare traccia a livello mestico: ad esempio, i pazienti riuscivano a ricordare da una seduta all’altra il nome dell’animale, cosa affatto scontata.

 

Quindi passi da gigante soprattutto grazie all’aiuto di quali animali?

Gli animali coinvolti erano cani tre cani, ognuno con caratteristiche differenti. Sono stati accoppiati ai pazienti in maniera tale che le caratteristiche della persona e quelle del cane fossero compatibili…i risultati ci hanno dato ragione.

 

Per Associazione Volonwrite

Stefano Martino

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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