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Il cinema in Pediatria: un’idea che arriva da Brescia

Cosa distrae meglio un bambino dalla vita reale intorno a sé? Uno schermo. Lo sanno bene i genitori che a volte lottano contro computer e televisioni e altre volte invece li usano apposta come “baby sitter”. Lo sanno anche al reparto Pediatria, dove spesso i bimbi ingannano la noia e la malattia con i tablet o i giochini elettronici. E spesso con i cartoni animati. E così, a Brescia, Ospedale Civile, si è pensato bene di creare una sala cinema tutta per loro.

L’idea è venuta alla Fondazione “Emanuela Quilleri-Onlus -la vita di un sorriso”, intitolata alla moglie e presieduta da Davide Quilleri, erede di una dinastia di imprenditori che si occupano di cinema da 110 anni! Bresciano di adozione, Quilleri ha voluto creare questo cinema “ospedaliero” in ricordo della moglie, che ai bimbi dedicava la vita, e anche in ricordo di tanti bambini che hanno sofferto malattie troppo pesanti per la loro età. Anche se la sala cinema è davvero una innovazione, in un ospedale italiano, Quilleri ha un sogno un po’ diverso: “E’ vero, voglio una sala cinema in Pediatria… ma la vorrei sempre vuota. Significherebbe che i bambini stanno tutti bene”

Nell’attesa che questo bel sogno si realizzi, intanto la sala cinema si farà: avrà spazi adatti per poltrone, lettini e sedie a rotelle (in tutto 50), costerà intorno ai 300.000 euro (col contributo di Ida Lanfranchi attraverso il Fondo Memoriale Gaetano e Tina Lanfranchi, della Fondazione Comunità Bresciana) e si spera di inaugurarla entro la fine dell’anno. Per una volta, finalmente -dicono i responsabili- pubblico e privato si sono organizzati senza screzi al solo scopo di regalare dei sorrisi ai bambini ammalati e se il progetto si realizzerà in tempi brevi potrebbe essere anche un lancio di nuove idee per altri ospedali d’Italia. Le Pediatrie sono uguali dappertutto e dappertutto hanno bisogno di sorrisi.

Fonte: benessere.guidone.it

(s.c./s.f.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?