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Il diritto a una vacanza “su misura” per tutti

«Stiamo abbattendo tanti muri, frontiere e pregiudizi sul tema della disabilità. Oggi si è raggiunto il riconoscimento del bisogno, ma è giusto che sia riconosciuto anche il desiderio – come la speranza che ci sia un posto dove si possa stare bene e fare una vacanza – e che si lavori per tutelare anche questa dimensione legittima per ogni bambino, per ogni persona, per ogni famiglia»: lo ha detto uno dei genitori di bimbi con disabilità presenti al seminario “Turismo per tutti. Ospitalità accessibile”, promosso a Rozzano (Milano) dalla Fondazione Ariel

«Stiamo abbattendo tanti muri, frontiere e pregiudizi sul tema della disabilità. Oggi si è raggiunto il riconoscimento del bisogno, ma è giusto che sia riconosciuto anche il desiderio – come ad esempio la speranza che ci sia un posto dove si possa stare bene e fare una vacanza – e che si lavori per tutelare anche questa dimensione legittima per ogni bambino, per ogni persona, per ogni famiglia».
Lo ha detto uno dei genitori di bimbi con disabilità presenti al seminario intitolato Turismo per tutti. Ospitalità accessibile, promosso dalla Fondazione Ariel presso il Centro Congressi dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e presentato a suo tempo anche dal nostro giornale. Un incontro tutto dedicato al significato di accessibilità applicato all’ospitalità e alla dimensione del viaggio e delle vacanze, che si è avvalso della partecipazione di alcuni autorevoli esperti del settore.

Ad aprire i lavori, ad esempio, è stato Roberto Vitali, fondatore e presidente di Village for all (V4A®), la nota rete che conferisce il marchio internazionale di qualità dell’ospitalità accessibile, che nell’illustrare un interessante Decalogo per il viaggiatore con disabilità in Italia e in Europa, ha voluto sottolineare come «non esistano strutture accessibili per tutti e al tempo stesso non esistano strutture che non rispondano a qualche esigenza. L’unica persona che può definire ciò che è accessibile e ciò che non lo è la stessa persona con disabilità, intesa in termini non solo motòri o sensoriali, ma in ottica più ampia». «Il tema dell’accessibilità – ha aggiunto – è sì anche una questione di leggi, ma esse, da sole, non possono essere una garanzia, poiché l’ospitalità per le persone con disabilità non è un prodotto standardizzabile e varia per tipologia di disabilità».

Che il settore del  turismo accessibile sia fatto di tanti temi e aspetti, uno dei quali, fondamentale, è certamente quello dei mezzi di trasporto e dell’autonomia che garantiscono ai turisti con disabilità, lo ha testimoniato Gabriele Favagrossa, responsabile dello Spazio Accessibilità dell’AIAS di Milano (Associazione Italiana Assistenza agli Spastici) ed esperto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap),oltreché partecipante alla Commissione Regionale della Lombardia sul Turismo Accessibile. Favagrossa ha passato in rassegna gli standard di qualità e accessibilità che l’Unione Europea garantisce sui trasporti alle persone con mobilità ridotta, con disabilità o con qualsiasi tipo di difficoltà negli spostamenti. «Diritti da esigere anche reclamando – ha ricordato – qualora non fossero garantiti, perché spesso, purtroppo, in alcune realtà sono i reclami il primo elemento di valutazione delle esigenze».

L’incontro si è concluso con la testimonianza di Stefania Marson, fondatrice del portale «Nobarrier – Le Vacanze per Tutti», che si è soffermata sulla necessità di avere vacanze «“su misura” per tutti i viaggiatori, comprese naturalmente le persone con bisogni specifici o speciali, che devono avere il diritto di scegliere in funzione delle proprie esigenze, gusti, desideri» e con le testimonianze della piccola Gaia e dei suoi genitori Sonia e Michele, che hanno raccontato la loro positiva vacanza presso il Campeggio I tre moschettieri al Lido di Pomposa (Ferrara), recensito da Village for all e accessibile alle persone con disabilità

Fonte: superando.it

(s.c./m.m.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?