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Il dono di un giorno di ferie per salvare una vita

Quanto sono importanti le ferie per un lavoratore? Ma la vita di una bambina vale molto di più.

Naëlle Dupré è la piccola di cinque anni a cui un anno fa è stato diagnosticato un tumore al rene di 13 centimetri. Il suo papà è Jonathan Duprè di 31 anni aveva esaurito i suoi giorni di ferie a disposizione per assistere la figlia. Un dramma che metteva a rischio il suo posto di lavoro…fino a quando, grazie alla solidarietà dei colleghi, l’uomo ha ricevuto in dono ben 350 giorni di ferie retribuite che gli hanno permesso di assentarsi dal lavoro e di seguire la sua bambina durante tuta la chemioterapia.

Un gesto di un’umanità che ha commosso il mondo e che è stato reso possibile grazie alla legge francese Mathys, pensata in onore del bambino malato che per primo, attraverso la sua storia, ha trasformato la solidarietà in legge.

Il decreto, approvato a Parigi dall’Assemblea nazionale il 25 gennaio 2012, prevede che un salariato possa «rinunciare anonimamente e senza contropartita a tutti o a una parte dei giorni di riposo arretrati» in favore di un collega il cui figlio, di età inferiore ai 20 anni, sia colpito da «una malattia, un handicap o sia vittima di un incidente di particolare gravità».

La storia della nobile azione collettiva arriva da Neufchâtel-en-Bray, a nord di Rouen, Alta Normandia.

Claudia Cespites per Mezzopieno News

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!