La Salute in Comune - 2010

Il Mercatino di InGenio: creatività e fantasia per l’arte

 

E’ vero che l’arte è la manifestazione più sublime attraverso la quale le persone danno forma alla propria unicità: si è visto nel corso del mercatino dell’Antica Bottega di Arti e Mestieri InGenio della Città di Torino, organizzato presso i Giardini Reali di Torino in occasione della settimana dedicata alla Salute in Comune. Pezzi più unici che rari creati dalla fantasia ed originalità di coloro che partecipano ai diversi laboratori organizzati nel corso dell’anno dalla Bottega.
Il laboratorio di oreficeria è un laboratorio del Comune di Torino che si trova nella Circoscrizione Uno, ma che accoglie utenti che arrivano da tutto il territorio cittadino. In funzione dal 1996, originariamente nacque come laboratorio di lavorazione dei metalli con funzione di osservatorio e valutazione delle abilità manuali e comportamentali.
“La frequenza al laboratorio è mediamente di una, due volte alla settimana”, ha spiegato Luisa Boscolo, dipendente del Comune di Torino, “si parte dai disegni che vengono riportati sul metallo e poi fa seguito tutta la fase di lavorazione artigianale: tagliare il metallo con dei seghetti, limarlo, saldarlo con l’aiuto di piccoli saldatori. Si utilizzano quindi degli strumenti anche piuttosto impegnativi: proprio per questo le persone che lo frequentano di solito sono persone con lieve disabilità. Alcune sono persone che lavorano o che verranno avviate al lavoro, altre verranno invece inserite nei centri di lavoro guidato o strutture del genere”.
Dal 2007 le attività svolte si sono arricchite con la nascita del laboratorio di ceramica grazie alla proposta di Monica Zulian, dipendente della Città di Torino e artigiana che lavora la ceramica. Si è potuto in questo modo completare l’offerta che il laboratorio poteva dare, intervenendo, in questo caso, sulla fascia di utenza con maggiori problemi di disabilità. La ceramica, infatti, si presta anche ad una manualità non così fine come quella che invece è richiesta per l’oreficeria.
Chi frequenta il laboratorio è lasciato il più possibile libero di dar sfogo alla propria creatività.

“In genere vengono pilotati il meno possibile”, ha evidenziato la Zulian, “quando arrivano in laboratorio chiedo che cosa vogliono fare: un piatto, un vaso, un orologio,…da lì si realizza un disegno e dal disegno si sviluppa l’idea di come utilizzarlo: non il contrario perché altrimenti “incastri” la persone obbligandola a fare quello che vuoi tu. L’idea invece è quella di partire da quello che loro hanno ideato e farlo diventare un oggetto d’uso piuttosto che decorativo”.
La lavorazione del metallo e quella della ceramica sono attività molto artigianali che non consentono una produzione intensiva: la loro bellezza è anche data dal fatto che sono quasi dei pezzi unici. “Se qualche oggetto cattura di più dal punto di vista commerciale”, ha proseguito la Zulian, “viene riprodotto, ma in numero limitato, mantenendo anche un po’ l’unicità e la freschezza del lavoro proprio per il fatto che c’è il disegno, la rappresentazione di chi lo realizza dietro ogni pezzo. Ed ogni oggetto, anche se ripetuto, potrà essere simile, ma mai uguale ad un altro”. Il valore che nasce dall’unicità: un po’ come accade per le persone.

 

Michela Vindrola

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