La Salute in Comune - 2015

Il progetto Aria: tra telefoni, libri, uncinetti e aquiloni

10 luglio 2015, Giardini Reali: una serata frizzante, con palloncini colorati sventolati per parlare del Progetto Aria.
Aria è un servizio del Comune di Torino che consiste in uno sportello d’ascolto gratuito per adolescenti dai 14 ai 21 anni.
Si tratta di una risorsa della nostra città, un aiuto concreto per quella fascia d’età che tutti noi abbiamo vissuto e che  per ciascuno ha rappresentato un periodo di cambiamento e fragilità.

Aria è un luogo di riflessione e di confronto che aiuta ad affrontare quelle crisi e difficoltà che si incontrano normalmente in fase di crescita, beneficiando dell’ascolto di un adulto esperto ed estraneo alla famiglia che sostenga nella riflessione e nella chiarificazione su di sé.

Il Progetto Aria è stato raccontato con una modalità divertente e intelligente dalla referente Elena Fabris, catalizzando l’attenzione  del pubblico tramite l’uso di quattro oggetti comuni:

  • Un vecchio telefono, di quelli con la cornetta, il filo e la tastiera: una metafora particolarmente indicata per rappresentare l’Ascolto, quello vero. L’ascolto che ti fa sedere su una sedia e ferma le altre tue attività, focalizzando l’attenzione sull’altro. Un ascolto senza  tempo e senza uguali;
  • Un libro, di quelli impegnativi: il messaggio è la professionalità. Il servizio infatti, nonostante la gratuità e la semplicità dell’offerta, è diretto da una èquipe di professionisti del mestiere, preparati e competenti;
  • Un lavoro a maglia, simbolo dell’importanza delle reti con gli altri servizi per creare collaborazione;
  • Un aquilone colorato che rappresenta la mission di Aria: restituire libertà, leggerezza e spensieratezza ai ragazzi adolescenti, per permettere loro di volare.

Ricordiamo che Lo Sportello d’Ascolto Aria è situato in Via Giolitti 40 bis ed è aperto nei seguenti orari:
il Lunedì dalle 15.00 alle 18.00
il Mercoledì dalle 14.00 alle 17.00
ed il Venerdì dalle 10.00 alle 13.00

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!