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Il Progetto Cross


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1Mercoledì 17 luglio – Oggi più che mai, è riconosciuto il ruolo delle città come ambiti di trasformazione e laboratori di innovazione tecnologica e sociale.
A livello europeo, è forte la spinta a cogliere la sfida delle Smart Cities, modelli di sviluppo urbano più sostenibili dal punto di vista energetico-ambientale, più intelligenti in termini di capacità di interconnessione ed interattività, anche grazie all’uso delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione, e più inclusive in termini di sostegno diffuso alla coesione sociale.

In sintonia con il quadro delineato, la Città di Torino ha intrapreso, già nel 2009, un percorso di pianificazione verso la Città intelligente con la costituzione della Fondazione e della Piattaforma Torino Smart City al fine di sostenere lo sviluppo e la sperimentazione di forme di innovazione tecnologica e sociale in grado di rispondere con creatività ai principali problemi sociali e territoriali nei seguenti ambiti: energia, ambiente, mobilità, accessibilità e coesione sociale.
L’aggravarsi delle condizioni di disagio sociale, infatti, rende necessario guardare all’universo della cooperazione sociale, del volontariato e delle solidarietà come ad un fenomeno a forte propensione di sviluppo capace di per sé di generare valore sociale e valori economici non monetari.

In questo quadro si inserisce il progetto CROSS – Citizen Reinforcing Open Smart Synergies, finanziato dalla Commissione Europea e che vede coinvolte Torino, Roma, Siviglia, Budapest e Manchester proponendosi di:

  • migliorare l’inclusione sociale nelle città europee attraverso approcci e metodi ispirati all’economia non monetaria e a Internet
  • creare una piattaforma di servizi che consenta di gestire transazioni sia monetarie, sia non monetarie
  • sperimentare i servizi in 5 paesi europei costruendo un ecosistema in cui gli operatori pubblici e privati coinvolti creino un nuovo mercato basato sullo sviluppo di applicazioni consumer legate all’economia non monetaria
  • misurare il benessere delle comunità sulla base delle transazioni monetarie e non monetarie svolte sulla piattaforma, e fornire dati statistici utili alle politiche sociali dei governi.

 

Un argomento importante ma complesso che merita di essere approfondito direttamente dalle parole di Fabio Perossini, presidente della Fondazione Diversabilia e ideatore del progetto, Michele Lamanna, referente CROSS per la Direzione Centrale Politiche Sociali del Comune di Torino e Nadia Borghi, referente per la Direzione Lavoro del Settore Progetti Europei e Innovazione Sociale.

 

Fabio, in cosa consiste il Progetto Cross, quali sono i suoi obbiettivi e cosa si propone di fare?

Il Progetto Cross è un progetto internazionale, europeo, che coinvolge quattro Stati: Italia, Inghilterra, Spagna e Ungheria. E’ un progetto che si propone di andare a misurare quei valori non monetari che si spostano all’interno della nostra società.

In particolare coinvolge quattro categorie di persone:  i disabili, gli anziani, gli adolescenti in età di abbandono scolastico e le famiglie nella loro complessità.

 

Michele, quale è il coinvolgimento della Direzione delle Politiche Sociali del Comune di Torino?

Come Comune di Torino siamo uno dei quattro nodi pilota di questa sperimentazione insieme a Roma, Siviglia e Manchester, oltre ad un’azione parallela su Budapest.

Noi cercheremo di analizzare quelli che sono i movimenti non monetari che avvengono nell’offerta di servizi volontari per i cittadini nelle quattro aree già citate (anziani, persone con disabilità, adolescenti e famiglie): vi sono tante associazioni che operano in questi ambiti, che supportano le famiglie, trasportano persone disabili o sono al servizio degli anziani. Noi abbiamo quindi deciso di includere nel progetto tutte queste categorie, e questo è un po’ l’obbiettivo dell’incontro di oggi! Abbiamo a tale proposito già incontrato delle Associazioni, recandoci noi da loro, per cercare di capire in che modo avvenga la richiesta da parte del cittadino di una prestazione volontaria, come loro la erogano, con che strumenti tecnologici a loro disposizione lo fanno e con quali risorse umane: il Progetto Cross ha l’ambizione di andare ad analizzare tutto questo panorama, indagando il mondo del volontariato, come è strutturato, di quanti volontari necessita, cercando di mettere in comunicazione tra di loro le varie associazioni, ma anche le associazioni con lo stesso ente pubblico.

 

Nadia, tu fai parte del Settore che si occupa dei Progetti Europei e dell’innovazione sociale: in quali termini il tuo settore si inserisce nel Progetto Cross?

Innanzitutto Cross è un progetto principalmente di innovazione sociale, poiché ricerca  un impatto sociale, quindi sul benessere della società, e dall’altro lato promuove implicazioni sulle nuove tecnologie! A questo titolo il mio Settore, in collaborazione con il Politecnico, si occuperà di organizzare una pre-informativa, ovvero una gara volta a individuare imprese in grado di creare delle applicazioni ad hoc ed una piattaforma che possa favorire, su una base di dati riguardanti le associazioni che noi già conosciamo, il lancio di questo progetto pilota e per  permettere ulteriori possibili creative implicazioni che riguardino il lavoro volontario. Noi ci occuperemo di questo aspetto.

 

Per Associazione Volonwrite

Claudia Cespites

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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