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Il Progetto Neonati della Città di Torino compie 18 anni

35x50_famigliaIl Progetto Neonati della Città di Torino ha compiuto 18 anni e, per onorare nel migliore dei modi questa ricorrenza, si è regalato un seminario tutto per sè per valutare aspetti positivi e problematici dell’esperienza studiandone le prospettive future. All’iniziativa ha aderito anche l’attrice e conduttrice tv Luciana Littizzetto, affidataria di 2 ragazzi da 8 anni.

Il seminario si è svolto ieri, dalle 8.30 alle 16.30, presso il Centro Incontri della Regione Piemonte di Corso Stati Uniti 23 a Torino. Per capire meglio in cosa consiste il Progetto Neonati, occorre però fare qualche passo indietro: è nato nel 1995 come attività sperimentale e si è strutturato nel 2001 grazie all’accordo di collaborazione tra Città di Torino, servizi sociali, sanitari e organizzazioni di famiglie affidatarie. Il presupposto teorico fondamentale consiste nella teoria dell’attaccamento, che prevede la formazione di una personalità solida solo in presenza di una “base sicura”rappresentata da figure di riferimento e di cura stabili. Con queste basi, il Progetto Neonati, unico nel suo genere in Italia, si è concretizzato come un affidamento familiare di bambini piccolissimi (0-24 mesi) per un periodo limitato in modo da evitare dannose degenze in ospedale o in comunità dove si potrebbero trovare in condizioni di fortissima incertezza. Dopo l’avvio dell’affido tramite provvedimento del Tribunale viene fatto partire un vero e proprio progetto di sostegno familiare rivolto sia alle famiglie di origine che a quelle affidatarie; proprio per questo, come slogan del progetto è stata scelta la fraseMi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”.

L’apertura dei lavori è stata affidata al Vice-Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali e Abitative Elide Tisi, la quale ha ricordato l’importanza del tema dell’affidamento per tutelare e proteggere i bambini coinvolgendo le famiglie che potrebbero offire quel calore negato in caso di ospedalizzazione e ribadendo, comunque, la necessità di sostenere le famiglie d’origine.  L’occasione è stata anche quella di riaffermare l’avanguardia di Torino nei servizi alla persona. Durante la mattinata sono intervenuti altre personalità legate al mondo delle istituzioni, come Giorgio Gianre dell’Ufficio Programmazione Territoriale della Provincia di Torino, e dei servizi, come Patrizia Gamba della Casa dell’Affidamento, Ileana Leardini della SFEP (Scuola Formazione Educazione Permanente) e Norma De Piccoli dell’Università di Torino.

Dopo la presentazione dei dati di una ricerca effettuata in collaborazione tra le ASL cittadine, Comune e Servizi Educativi, è stata la volta dei commenti e delle prospettive future. Durante il dibattito, moderato dall’attrice e conduttrice tv Luciana Littizzetto (con cui abbiamo realizzato un’interessante intervista video), sono intervenute Alessandra Aragno (Tribunale per i minorenni di Piemonte e Valle d’Aosta), Anna Maria Baldelli (Procura presso il Tribunale per i minorenni), Assunta Confente (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino), Frida Tonizzo (Coordinamento Associazioni delle famiglie affidatarie) e Raffaella Vitale (Direttore della Direzione Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia della Regione). Durante il pomeriggio, invece, si sono svolti quattro importanti workshop dal titolo: Importanza dei legami: cura e continuità degli affetti; Costruzione e cura della rete tra servizi e attori diversi; Cura dei tempi: bambini, adulti, istituzioni; Cura, osservazione e sostegno delle famiglie d’origine.

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Marco Berton

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