La Salute in Comune - 2016

Il valore dell’Indipendenza

La serata del 12 luglio si è aperta con i saluti istituzionali dell’assessora al Welfare Sonia Schellino e dell’assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta.

Una presenza importante – quella delle istituzioni – per ribadire quanto la Città si faccia garante del benessere e della salute di tutti i cittadini come sancito dall’articolo 3 della Costituzione che stabilisce che è compito della Repubblica rimuovere ogni forma di discriminazione sociale in ogni ambito.

E’ proprio di responsabilità e di non discriminazione che si è parlato. Il protagonista è stato il Progetto Enjoy The Difference (ETD), che letteralmenteetd significa “divertirsi nella diversità”. Come? Attraverso una convivenza e una concreta convivialità che permettano l’esperienza della Vita Indipendente a persone con disabilità fisico-motoria o sensoriale.

ETD nasce dal Progetto Prisma e da riflessioni durante un viaggio condotto in Spagna – ha raccontato Oriana Elia, Responsabile del Progetto Prisma per le Relazioni d’Aiuto della Città di Torino – Dietro ETD lavora una fitta rete di partner in co-progettazione: Il Comune di Torino – Direzione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – il Servizio Disabili, l’Università di Torino con la Facoltà di Scienze dell’Educazione e l’Associazione Senza Muri sono alcune delle co-protagoniste.

ETD, nel concreto, si occupa di co-abitazione; la sua mission si propone di soddisfare la spinta di due esigenze differenti per raggiungere un unico scopo che ne permetta la realizzazione. Da un lato risponde alla necessità degli studenti di trovare una casa a prezzi bassi, dall’altro al desiderio di giovani ragazzi con disabilità di sperimentarsi in una vita in autonomia. ETD coniuga entrambe le esigenze, offrendo la possibilità di vivere nella quotidianità la diversità, ma con leggerezza, crescendo insieme.

I ragazzi sanno di essere parte di un Progetto, ma non ne sentono il peso: nel dettaglio l’appartamento di ETD ospita 4 giovani, 2 ragazze e 2 ragazzi di cui uno di loro con una disabilità. Si tratta di una vera e propria convivenza che prevede però una supervisione (trattandosi di un Progetto di crescita e formazione).

Quest’anno i candidati ad occupare gli appartamenti di ETD sono circa 120: è stato possibile far domanda da fine aprile compilando un modulo online, dopodichè ci saranno i colloqui e ad inizio ottobre inizieranno gli inserimenti.

L’Associazione Senza Muri è un’associazione di Promozione Sociale che, oltre che della co-progettazione, si occupa della gestione degli appartamenti.

ETD non è una semplice convivenza: c’è un prima, un durante e un dopo e il terzo settore permette di essere “sul campo”– ha precisato Simone Piani, Presidente dell’Associazione Senza Muri – la mia associazione si occupa infatti di accompagnare silenziosamente il Progetto ETD ed i suoi inquilini durante l’anno.  Lo scopo di Senza Muri è curare gli ambienti in cui ha luogo ETD.

ETD ha vinto il primo premio della Rete Città Sane, ricevuto a Palermo.

La Vita Indipendente è un diritto delle persone con disabilità sancito anche dalla Convenzione Onu: tutti hanno il diritto di scegliere dove e con chi vivere, ed il diritto che le proprie volontà siano rese esigibili. L’impegno culturale e politico è quello di mettere in atto buone pratiche per permettere ciò.

Un altro grande progetto – ha concluso Cecilia Marchisio, Ricercatore dell’Università di Torino e Responsabile scientifico del Progetto Vela e del Progetto ETD – è il Progetto Vela, finanziato dalla fondazione CRF. Esso si propone di promuovere la vita indipendente di persone con disabilità intellettiva sostenendo gli adulti nel lavoro e nell’abitare da soli. Stiamo documentando questa avventura con una web serie che si trova su Youtube e si chiama “Vela spiegata” (su Facebook “vela verso l’autonomia).

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!