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Incontro in carcere con Pietro, che ha ucciso il figlio autistico

Il sottosegretario Faraone, padre di una bambina disabile, ha visitato in carcere l’uomo che, tre settimane fa, ha ucciso il figlio autistico. “E’ lucido e sereno, convinto che ora Andrea sia al sicuro. Non credo che un uomo così possa vivere in condizioni come quelle in cui l’ho trovato. In passato padri come lui sono stati graziati: spero che accada di nuovo”.

Pietro ha ucciso suo figlio Andrea 3 settimane fa, il 7 novembre. Ne abbiamo parlato su queste pagine, raccontando le difficoltà di questa famiglia e raccogliendo la testimonianza di Angsa Novara-Vercelli,l’associazione che aveva cercato di aiutare quest’uomo, sopratutto dopo la morte della moglie. Oggi Pietro, sopravvissuto al tentativo di suicidio, si trova in carcere a Torino: è in un reparto psichiatrico, sotto osservazione, perché occorre comprendere se il suo gesto sia dovuto a un disturbo mentale. Un corridoio con tante piccole celle singole: in una di queste c’è Pietro. Ed è qui che, qualche giorno fa, lo ha incontrato Davide Faraone, in qualità di politico (sottosegretario al Miur per l’inclusione scolastica), ma soprattutto in qualità di padre di una ragazza autistica.

Al ritorno, Faraone ha sentito il bisogno di riferire le sue impressioni e sopratutto di lanciare un appello: “Pietro non deve vivere in queste condizioni. Pietro deve uscire di lì” E questo appello lo ha lanciato attraverso il sito di Gianluca Nicoletti “Pernoiautistici”.

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Data: 28/11/2016

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