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Inizio scuola a rischio per gli studenti con disabilità?

Mancano pochi giorni all’inizio ufficiale dell’anno scolastico 2015/2016, ma la nomina del personale che dovrà assistere le persone con disabilità resta ancora in alto mare. Tuttavia, secondo un articolo apparso su SuperAbile la scorsa settimana, i fondi sarebbero disponibili ma non ancora utilizzati.

I media locali hanno lanciato l’allarme già da alcuni giorni: moltissimi studenti con disabilità non potranno iniziare regolarmente l’anno scolastico lunedì perché mancano le nomine di educatori, insegnanti di sostegno e addetti al trasporto. Secondo il Corriere della Sera, gli alunni a rischio nella sola provincia di Milano sarebbero addirittura 4650: di questi, 530 hanno una disabilità sensoriale, 980 hanno fatto richiesta di assistenza educativa e 350 necessitano di trasporto. Non va meglio nel resto d’Italia: a Vicenza, secondo il quotidiano online Vicenza-Today, gli alunni a rischio sarebbero ben 900. Per quanto riguarda la questione nomine, emblematico il caso di Palermo, dove 2000 aspiranti insegnanti di sostegno sono in attesa di una graduatoria da luglio (fonte Il Giornale di Sicilia).

La domanda da farsi, a questo punto, è una sola: perché questi ritardi? Roberto Morali, Direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), attribuisce la responsabilità a chi avrebbe dovuto farsi carico delle nomine, ovvero la Città Metropolitana di Milano (la “ex” Provincia): «L’ente pubblico non ha confermato l’assistenza degli educatori, né è stato garantito il servizio di trasporto: è una questione di competenze e risorse» ha affermato al Corriere. La contro-proposta dei presidi di mandare i figli a scuola senza l’assistenza necessaria o a frequenza ridotta non è affatto piaciuta: «Siamo di fronte ad un atto discriminatorio – ha proseguito Morali – non è garantito il diritto allo studio e siamo pronti al ricorso». Dopo le diffide presentate qualche settimana fa, dunque, le famiglie sono di nuovo pronte ad azioni nei confronti della pubblica amministrazione, con il sostegno delle associazioni.

Le risorse economiche, anche se inferiori al passato, non sembrano però mancare. Secondo quanto sottolineato da SuperAbile, infatti, grazie ad un emendamento al Decreto Legge sugli Enti Locali, il Ministero dell’Interno avrebbe stanziato 30 milioni di euro. Più che la mancanza di fondi, quindi, il vero problema risiederebbe nella mancanza di informazione delle Province. In una nota dell’Osservatorio Scolastico dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), Salvatore Nocera e Nicola Tagliani hanno ricordato come “nel decreto del 19/08/2015 il Ministero dell’Interno abbia stabilito che le province e le città metropolitane abbiano tempo fino al 10 settembre prossimo per richiedere, tramite procedura online, i fondi necessari a garantire tali servizi, ma che le Province stesse non conoscono l’esistenza di tale provvedimento“.

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Marco Berton

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