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Integrazione

Sono un ragazzo disabile di 24 anni e ormai da 5 sento parlare di integrazione, ma mi domando: cosa c’è esattamente da integrare? Viviamo tutti nello stesso mondo, disabili e non; in teoria ci si dovrebbe aiutare, non integrare.

Forse sono io che sono fatto male o vedo il problema – sempre che lo sia – dalla parte sbagliata ma questo termine preferirei abolirlo, se non esistesse sarei molto contento perchè lo trovo quasi discriminatorio, fa sembrare persone che sono intelligenti più stupide di altre e poi, come spesso accade, si sottovaluta un disabile o viene trattato come se non fosse in grado di intendere e volere.

Io non pensavo che in tempi odierni fosse così difficile accettare le persone disabili e che nei loro confronti ci fossero tanti pregiudizi; spero che andando avanti con gli anni non si retroceda con la mentalità: ovviamente sperare che un giorno disabili e non siano alla pari è un sogno però non è detto che prima o poi lo si possa vedere.

Parliamo dell’oggi che francamente mi sembra anche il giorno più vicino. Tutti parcheggiano o davanti agli scivoli del marciapiede o sul posto riservato alla persona disabile ovviamente altamente sbattendosene perchè in Italia ormai non si pensa al prossimo ma solo a se stessi;  io penso che se si iniziasse da piccoli gesti come quello del parcheggio e via dicendo non si parlerebbe di integrazione.

Si parlerebbe di aiuto reciproco o di buona azione quotidiana, dovrebbe esistere già da tempo, ma la nostra mente è troppo indietro per pensare avanti.

Come si può pensare che i disabili facciano cose incredibili come fare fotografie in zona di guerra? Ebbene, un disabile lo sta facendo e lui è uno dei tanti, peccato che queste imprese vengano scritte e solo pochi sanno che esistono ragazzi che non si lasciano abbattere ma portano avanti una loro passione facendola diventare lavoro.

Ormai serve per integrarsi nel mondo di oggi spero non in quello del domani, io sono fortunato perchè faccio quello che mi piace, provo a scrivere articoli, l’integrazione per me è facile forse per via del mio carattere o perchè la mia disabilità non la si nota tanto, oppure sono io che ho trovato persone fantastiche? Bha io non so rispondere.

Spero davvero che in un giorno molto vicino ci possa essere solo più un mondo e non tanti come oggi, spererei che le persone in generale facessero più attenzione ai piccoli gesti quotidiani questo però è solamente il mio pensiero e io mi rifugerò sempre sperando che qualcosa accada anche in un mondo reale.

Simone Croce

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?