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Italia in finale al Torneo di para-ice hockey di Torino

L’Italia si è qualificata alla finale del Torneo Internazionale di para-ice hockey di Torino, in programma in questi giorni al Palazzetto del Ghiaccio Tazzoli di Via Sanremo 67. Nel match appena concluso, gli Azzurri hanno avuto la meglio sulla Norvegia (già battuta per 7-2 nel girone di qualificazione) per 4-3 ai tempi supplementari. (foto di Tonello Abozzi)

Missione compiuta: l’Italia del para-ice hockey si è qualificata alla finalissima battendo di misura, e in rimonta, la Norvegia dopo averla strapazzata per 7-2 solo tre giorni fa. Gli Azzurri sono andati in svantaggio dopo soli 53 secondi, trovando il pareggio con Nils Larch al 13′. Dopo il nuovo vantaggio norvegese, arrivato nella seconda frazione, ci ha pensato di nuovo Larch a rimettere in carreggiata la squadra in apertura di terzo tempo; da brividi il finale di gara, con il 3-2 ospite e l’immediata risposta di Werner Winkler. All’over time, decisiva la rete di Sandro Kalegaris. Nella finalissima di domani mattina (inizio previsto per le ore 10), l’Italia affronterà con ogni probabilità gli Stati Uniti, in questo momento in campo contro il Giappone.

Il percorso verso la finale dei ragazzi di coach Massimo Da Rin è stato più che soddisfacente, soprattutto in ottica Paralimpiadi, in programma tra poco più di un mese a Pyeongchang in Corea del Sud. Dopo la prevedibile sconfitta contro gli Stati Uniti all’esordio (6-0) sono arrivate, infatti, due confortanti vittorie contro la Norvegia (7-2 con tripletta di Macrì e reti di Depaoli, Corvino, Kafmann e Balossetti) e il Giappone (3-1 firmato Kalegaris, Depaoli e Larch). L’analisi del momento azzurro nelle parole di Da Rin, rilasciate al termine della terza e ultima partita del girone di qualificazione: «Senza considerare i risultati ottenuti, direi che siamo al 70/80% della condizione, nei giorni che ci separano dall’inizio della Paralimpiade cercheremo di recuperare anche i giocatori che non sono al massimo della forma. A livello tattico stiamo cercando di trovare l’assetto ottimale tra le linee, il torneo di Torino ci sta permettendo di fare determinati esperimenti che potrebbero dare buoni frutti. In generale sono stati tre buoni test: nonostante la netta sconfitta, sono soddisfatto del lavoro dei portieri contro gli Stati Uniti; contro la Norvegia, al di là del punteggio eclatante, era importante andare molte volte al tiro, cosa che abbiamo fatto mettendo sotto pressione i loro portieri che, a mio avviso, hanno qualche punto debole. La terza partita contro il Giappone è stata la più difficile perché è arrivata dopo due giorni intensi: tra alti e bassi siamo stati bravi a mantenere la lucidità». Chiusura dedicata ai nuovi innesti: «Sono molto contento di quello che stanno facendo i giovani, soprattutto gli ultimi arrivati: oltre ai miglioramenti tecnici, stanno dimostrando di poter tranquillamente giocare a livello internazionale. Avere 17 giocatori affidabili da far ruotare è di fondamentale importanza perché ci permette di avere tre linee, fatto relativamente nuovo per la Nazionale».

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Marco Berton

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