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La casa dell'affido


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1Lunedì 1 luglio – Mercedes Gentile è la responsabile del progetto Casa dell’Affidamento della Città di Torino ed è stata protagonista del momento Pillole di Salute, durante il quale ha presentato il progetto spiegandone l’importanza e le motivazioni che hanno portato alla sua nascita.

 

Mercedes, cosa è l’affidamento e quali sono gli attori coinvolti?

L’affidamento è un’accoglienza temporanea di un bambino o di più bimbi fratellini. Si può attivare con varie modalità, può essere un affido diurno – quindi dove non si prevede un allontanamento dalla famiglia d’origine, ma solo un supporto -; può essere svolto da un single, da uno pseudo-educatore o proprio da una famiglia intera, con il progetto “dare ad una famiglia un’altra famiglia”,  principalmente occupandosi dei bambini ma anche, ad esempio, accompagnando la mamma a fare la spesa.

Io mi occupo dell’affido familiare, ovvero della ricerca di single o famiglie che possono accogliere temporaneamente bambini e ragazzini dai 6 ai 14 anni, che vengono allontanati dalla famiglia di origine poiché ritenute non idonee a seguire la loro crescita.

Cosa c’è di diverso rispetto all’adozione? Che i bambini in questione non prenderanno mai il cognome dell’affidatario, che si devono mantenere i rapporti con la famiglia di origine, e che la legge parla di un massimo di due anni – rinnovabili – lontani dal nucleo originario, poichè si parte dal presupposto che la famiglia di sangue possa recuperare le capacità educative verso il proprio figlio.

 

E’ un processo elaborato, che mette in gioco sentimenti…c’è bisogno di una “cupola di riferimento”, di un sostegno: cosa è quindi la Casa Dell’Affidamento?

La Casa Dell’Affidamento è una vera e propria casa e si trova in via San Domenico 28 dove c’è un’equipe formata da me, da assistenti sociali e dalla responsabile della casa dell’affido: chi è interessato ad avere informazioni sul nostro operato può telefonare, accedere al sito o recarsi direttamente lì.

Qualora qualcuno fosse intenzionato a prendere in affido un bambino, inizierà tutto un percorso con una psicologa e un’assistente sociale che si occupano di definirne la compatibilità: vi è una selezione, per capire le motivazioni che spingono a questa scelta e il bambino più adatto alla situazione e al contesto…ogni bimbo ha la sua storia, da tenere in considerazione.

I bambini esprimono le loro idee, perché ormai sono abituati a parlare davanti ai giudici: chiedono le qualità che i loro affidatari avessero!

 

Vengono messi in gioco sentimenti e legami…ci si affeziona al bambino in affido, e il bambino alla famiglia…come si può gestire questa paura della separazione inevitabile?

Fare l’affidatario è difficile, perché sai che questi bambini non sono figli tuoi all’anagrafe, potrebbero andar via. Ma in realtà neanche i figli di sangue sono nostri…i figli non sono di nessuno.

Tu aiuti questi bambini a “volare”, anche se non sempre si  riesce: c’è chi rientra in famiglia, chi decide di rimanere nelle famiglie di affido, chi si crea una famiglia propria.

Ogni storia è a sé. Io ho avuto in affido 14 bambini-ragazzini, e nel mio cuore loro ci sono…ci sono sempre. Questi ragazzi sanno che se vengono a bussare qualcuno la porta gliela aprirà sempre! Noi cerchiamo di dare loro gli strumenti  per vivere meglio…e saremo con loro quando inizieranno a camminare da soli!

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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