NewsSport&Disabilità

La Russia esclusa dalle Paralimpiadi, cinque posti all’Italia

Non ci sono solo problemi economici, organizzativi e burocratici a tormentare i sonni di chi deve contribuire a salvare il salvabile delle imminenti Paralimpiadi di Rio. Anche gli atleti hanno dato non pochi grattacapi: è stata confermata, infatti, l’esclusione dai Giochi dell’intera Nazionale della Russia, coinvolta nel cosiddetto “Doping di Stato” che già aveva precluso alla squadra di atletica la partecipazione alle Olimpiadi.

Il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), dopo aver valutato il rapporto McLaren sul “Doping di Stato” ed essersi espresso negativamente ad inizio agosto, ha ribadito la decisione di non ammettere alle Paralimpiadi di Rio l’intera delegazione russa in seguito alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna datata 23 agosto. A nulla è valso, quindi, il ricorso delle istituzioni locali, che ora si trovano a dover affrontare una condanna infinitamente più dura di quella che aveva esclusa la sola Nazionale di atletica leggera dalle Olimpiadi.

L’IPC aveva rilevato “l’incapacità di adempiere alle proprie responsabilità associative e in particolare all’obbligo di rispettare il codice anti-doping dell’IPC e il codice mondiale anti-doping, di cui è anche uno dei firmatari”. Il TAS, ribadendo la squalifica, ha integrato affermando come la decisione dell’IPC sia proporzionata ai fatti e che la Russia non abbia presentato prove sufficienti a contraddire le evidenze. I casi di doping, da quanto emerso dal rapporto di Richard McLaren della WADA (l’agenzia anti-doping mondiale), hanno coinvolto 35 atleti con disabilità.

Durissima la presa di posizione di Mosca nei confronti della decisione; è stato il Primo Ministro Medvedev ad intervenire, in prima persona, sulla questione: «Continuano gli attacchi allo sport russo. – ha affermato – Escluderci dalle Paralimpiadi è una decisione doppiamente cinica, perché stiamo parlando di persone che ogni giorno provano a superare se stesse. È un duro colpo per tutte le persone disabili». Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente dell’IPC Philip Craven: «Anche se siamo soddisfatti della decisione, non è un giorno di festa e siamo vicini agli atleti russi che sono costretti a perdere le Paralimpiadi. È un giorno triste per il nostro movimento ma siamo fiduciosi che questa decisione possa promuovere un cambiamento nello sport russo, che accoglieremo a braccia aperte quando avremo la certezza del rispetto degli obblighi e della lealtà sportiva».

Nonostante il clamore internazionale, l’esclusione della Russia dai Giochi ha portato benefici a cascata su tutte le altre Federazioni e di conseguenza anche sull’Italia, che ha la possibilità di sfruttare alcuni posti in più per convocare altri atleti. Saranno dunque 101, e non 96, i Nazionali Azzurri in gara a Rio: grazie alle slot riassegnate, voleranno in Brasile anche Matteo Cattini (sollevamento pesi), Fabrizio Sottile (nuoto), Alberto Pellegrini (scherma in carrozzina), Arjola Dedaj (atletica leggera) e Veronica Floreno (tiro con l’arco).

Post precedente

Terremoto e disabilità, la paura di non poter scappare: mamme raccontano

Prossimo post

Nuove vie per far conoscere la disabilità (ai bambini)

The Author

Marco Berton

Marco Berton