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La vita del caregiver spiegata a colleghi e datore di lavoro

Un fumetto francese aiuta responsabili d’azienda, colleghi e conoscenti a conoscere le difficoltà e responsabilità con cui hanno a che fare quotidianamente le persone che si predono cura, in casa, di un familiare non autosufficiente.

La figura del caregiver, cioè di quella persona che si prende cura di un familiare che soffre o che ha bisogno di assistenza, è spesso una figura fantasma per gli altri: i fortunati che non devono affrontare situazioni di degenza continuativa o di grave disabilità non si rendono conto, talvolta loro malgrado, delle difficoltà che si trova ad affrontare chi invece dedica la propria vita e le proprie energie ai propri cari.

Questa sorta di “invisibilità” da parte dell’esterno comporta conseguenze che il caregiver paga, non di rado, anche sul posto di lavoro, dove spesso e volentieri i suoi bisogni vengono poco compresi o fraintesi, quando non respinti o accolti controvoglia. Pensiamo ad esempio alla necessità di prendere frequenti giorni di ferie o permessi improvvisi per gestire la situazione familiare o il carico di stanchezza che si accumula.

Questi problemi non sono peculiari solo dell’Italia, lo dimostra l’iniziativa portata avanti dall’UNAF, l’unione francese delle associazioni familiari, che ha prodotto e pubblicato un breve fumetto dal titolo “Le imprese e i loro impiegati assistenti familiari”.

Il racconto si concentra sulle storie di un uomo e una donna, Mathieu e Séverine, impiegati in aziende con uffici nello stesso stabile, entrambi assistenti di un parente non autosufficiente.
Lui, marito e padre, è alle prese con l’organizzazione delle giornate, le richieste di fondi e di aiuti statali per il figlio con disabilità grave, mentre lei, Séverine, si occupa della madre gravemente malata di Alzheimer, una situazione che comporta un peso psicologico grande tanto quanto quello fisico.

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Autore: Chiara Bullo

Data: 23/08/2017

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