La Salute in Comune - 2010

Lampi di verità tra cinema e narrativa

 

L’appuntamento di Giovedì 15 luglio all’interno della ricca kermesse torinese “La Salute in Comune” dal titolo “salute & prendersi cura: lampi di verità da cinema e narrativa” non tradisce le attese e le due ore trascorse alla Palazzina della Salute si rivelano ciò che ci si aspettava sarebbero state: un pomeriggio di accattivante e graffiante dialogo imperlato e impreziosito da musica, spezzoni cinematografici e racconti che hanno fatto riflettere il vasto pubblico che ha sfidato il caldo per sentire l’esposizione su un tema difficile come quello dell’attività svolta dai caregiver. Annamaria Melloni (direttore del centro Maderna) e Maresa Pagura (attrice ed educatrice del Comune di Torino), sono riuscite a dare vita ad un vivace spettacolo su un difficile tema come quello del sostegno all’attività dei caregiver, senza annoiare, anzi, a tratti divertendo ed entusiasmando le persone presenti.

Il dibattito di Annamaria da una parte ha fatto riflettere e capire la gravità del problema di chi si trova a dover essere assistito, dall’altra ha evidenziato il ruolo fondamentale dei caregiver.

Le letture di Maresa Pagura, estratte dal libro “Il diario di Jane Somers” di Doris Lessino, ricche di vita e di esuberanza sono riuscite bene a colorare lo spettacolo senza farne perdere il filo logico, anzi sottolineandone lo spessore, facendo trascorrere velocemente il tempo: le sue letture hanno fatto sorridere, riflettere e ben capire come sia toccante e problematico il tema del crollo fisico delle persone amate, l’inadeguatezza nell’assisterle da parte dei parenti soprattutto se avevano con esse un rapporto problematico. Alle volte coloro di cui ci si prende cura hanno la semplice necessità di parlare, aprirsi o ridere con gioia. Il dibattito inizia a far riflettere fin dalle prime parole: cambiamento ed ascolto, due termini che sarebbero poi stati basilari per tutto il pomeriggio.

“Chi si prende cura di anziani e disabili?” la domanda posta da Annamaria porta con sè una dura verità sovente trascurata se non ignorata e suona dura come un pugno allo stomaco. Il progetto “Ring” del Comune di Torino è dedicato proprio ai caregiver e vuole far luce, cercando di dare un po’ d’aiuto su questa tematica a cui la società spesso non presta la giusta attenzione, ignora, alle volte “tira la testa dentro al guscio per nascondersi da essa” “La Demenza è uno dei problemi maggiori per la salute pubblica e per i sistemi di welfare del XXI secolo: quasi 5 milioni e mezzo di persone attualmente soffrono di demenza in Europa. Numerosi studi confermano da tempo la necessità di assicurare adeguati supporti ad anziani fragili affetti da demenza senile.

L’offerta di una maggiore e mirata formazione ai caregiver può incidere sul miglioramento del benessere. Il Progetto Ring intende aumentare le competenze dei caregiver attraverso l’adattamento di diversi strumenti formativi messi a disposizione: una guida per chi si prende cura, un dvd realizzato con frammenti di film sul tema della cura ed un programma di intervento psico-educativo.

“Il cinema sa comunicare in modo potente “: dopo questa frase di Annamaria Melloni iniziano ad intervallarsi ai dialoghi alcuni spezzoni di film che sanno comunicare meglio dei più efficaci e complessi dibattiti, i temi proposti nel pomeriggio. I film presi in considerazione sono piuttosto conosciuti e gradevoli, come “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”, film drammatico del 1991 in cui si vede come l’anziana signora, Ninny, riaccenda la voglia di vivere di Evelyn, una casalinga sovrappeso e frustrata dall’indifferenza del marito, “Caramel, film del 2007 diretto dall’attrice libanese Nadine Labaki, in cui si vede Rose, una ormai anziana signora, che ha dedicato la sua vita a prendersi cura della sorella più anziana malata psichica e “Patch Adams”, film sulla vita di un medico realmente esistito che ha dedicato la sua vita alla cura tramite il sorriso, secondo il principio per cui non si deve curare la malattia, ma l’uomo che l’ha contratta.

“Io sono un medico, come lo è e chiunque altro che entri nella mia clinica, in quanto voglio aiutare le altre persone ma penso che lo possa qualunque altro essere umano” è una delle frasi del film più significativa, come anche lo sono state “Il vero nemico non è la morte, ma l’indifferenza.” o “La missione di un medico non è prevenire la morte, ma migliorare la qualità della vita”.

Il pomeriggio, trascorso velocemente e senza pesantezza dopo le molte riflessioni offerte tra teatro, musica e cinema ci lascia arricchiti di una notevole mole di riflessioni su un tema che spesso resta nel silenzio. Un’ultima riflessione nasce, prima dei saluti, dalla lettura di Maresa Pagura: quando un anziano prende atto delle sue condizioni ed esterna la sua richiesta di aiuto?

Simone La Mantia

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