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L’ascensore è di nuovo rotto, niente sono soldi per ripararlo: lezione in corridoio al piano terra

Al Regina Margherita di via Valperga Caluso insegnanti e professori protestano me scrivon alla sindaca: la Città Metropolitana ha risposto picche alla richiesta di ripararlo

L’ascensore del liceo Regina Margherita è guasto dal 7 novembre, e la Città Metropolitana cui fa capo la scuola non ha risorse per ripararlo. Così’ questa mattina, giovedì, in segno di protesta, docenti e ragazzi dell’istituto in via Valperga Caluso 12 hanno deciso di fare lezione in corridoio. Tutti fuori dall’aula, al pianterreno, per chiedere che l’impianto venga riattivato al più presto.

Il guaio sta creando un’infinità di disagi, non solo a professori e operatori scolastici, costretti a fare su e giù per i tre piani della scuola. Ma anche agli studenti disabili, che senza impianto non possono raggiungere i piani alti.

Negli ultimi giorni la direzione ha riorganizzato le lezioni, spostandone molte nelle aule al pianterreno. «Ciò nonostante, alcuni genitori hanno deciso di non far venire più i ragazzi disabili a scuola», dicono dall’istituto. «Non dimentichiamo, poi, che da dieci giorni nessuno accede più all’aula magna e alla palestra, che sono raggiungibili solo con l’ascensore». Si tratta di disagi che al Regina Margherita conoscono bene. L’ascensore della scuola di San Salvario, infatti, si bloccò anche l’estate dell’anno scorso. Fu riparato dopo due mesi, all’indomani di una protesta degli studenti analoga a quella di oggi.

Nei giorni scorsi, su sollecitazione della direzione dell’istituto, i tecnici si sono presentati in via Valperga Caluso due volte, rilevando un problema elettrico da riparare con una spesa di circa 1500 euro. Soldi che al momento non ci sono, come la Città Metropolitana ha confermato con una comunicazione scritta: «Non disponiamo delle risorse necessarie. Eventualmente la scuola può anticipare l’intervento e successivamente chiedere il rimborso». Parole che hanno sconfortato docenti e studenti: stanno preparando una petizione scritta da inviare alla sindaca Chiara Appendino.

Fonte: lastampa.it

(s.c./n.s.)

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