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L’auto perfetta per ogni disabilità? Si può simulare. E il merito è di Marco Signorini

Un simulatore di guida per dare modo alle persone con disabilità di scegliere l’automobile più adatta alle proprie esigenze. E il cuore tecnologico del progetto nasce a Malnate, nella casa-laboratorio-ufficio di Marco Signorini.

Marco parte da lontano a raccontare la propria storia: una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni, inizia subito a lavorare in un colosso, la StMicroelectronics, ad Agrate. Poi Whirlpool, a Biandronno, nel team del centro di ricerca. Ma a Marco ancora non basta, quindi cerca un lavoro in Svizzera, e lo trova in una ditta che si occupa di software avanzati per statistiche e ricerche di mercato.

Arduino al centro di tutto

Nel frattempo, però, si informa e studia sulle più recenti evoluzioni del mondo delle nuove tecnologie, e nel 2009 apre un sito di e-commerce che diventa tra i primi rivenditori in Italia di Arduino, la scheda che ha rivoluzionato l’elettronica, portando alla portata di tutti la possibilità di creare prototipi e macchine in grado di interpretare la realtà attraverso sensori di ogni tipo. E molto di più. Accanto alla vendita, però, Marco inizia anche a progettare strumenti di vari tipi, con sempre la scheda elettronica Arduino al centro del funzionamento (gli “shield”), vendendoli poi sul proprio sito web. Marco chiama la propria attività “Libera intentio”, e arrivano progetti sempre più importanti, compreso uno studio di ingegneria di Legnano che sta per partecipare ad uno dei bandi di Horizon 2020, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione. «Un disabile che vuole guidare, oggi si scontra prima di tutto con il grande ostacolo di adattare un’automobile alle proprie esigenze – spiega Signorini – ogni persona con disabilità ha esigenze diverse ma, fino ad oggi, non era possibile provare l’automobile adattata fin dopo l’acquisto. Capita, quindi, che un ausilio scelto “sulla carta” si riveli poi inutile, e cambiarlo diventa decisamente costoso».

«Mi serve un laboratorio»

Da qui l’idea di creare un passaggio intermedio, in cui sia possibile provare in sicurezza la strumentazione. E la soluzione appare ovvia: realtà virtuale, un simulatore di guida simile a quelli usati, ad esempio, per alcuni giochi elettronici. Ma qui ci vuole un collegamento con il computer molto versatile, in grado di adattarsi ai diversi ausili. «Ed è questo il mio compito – spiega Marco – costruire un apparecchio in grado di far dialogare il computer che simula lo scenario di guida con i comandi dell’auto in utilizzo». Le applicazioni possibili non si fermano alla guida, ma arrivano anche in ambito medico, ad esempio per valutare in modo più oggettivo le capacità delle persone con disabilità. Il progetto è in pieno svolgimento, ma a Marco manca una sola cosa: «Un laboratorio che non sia casa mia».

Autore: Chiara Frangi

Data: 27/12/2015

Fonte: Laprovinciadivarese.it

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