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Le maglie di Andrea Chiarotti per il Museo dello Sport di Torino


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Andrea Chiarotti da Torre Pellice, classe 1966, capitano della Nazionale di ice slede hockey e dei Tori Seduti, squadra di Torino, ieri ha messo in bacheca un altro prezioso successo.

Per Andrea è un periodo d’oro: laureatosi Campione Europeo nel 2011 con la Nazionale e Campione d’Italia con i Tori Seduti nella stagione 2012/2013, lo scorso ottobre ha ottenuto il pass per le Paralimpiadi di Sochi 2014 grazie al secondo posto ottenuto al torneo di qualificazione disputato in casa, al PalaTazzoli. Da ieri, però, “Ciaz” (così come è soprannominato) è entrato nella storia in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità: infatti, è stato il primo atleta paralimpico a donare un proprio cimelio al Museo dello Sport di Torino, ospitato all’interno dello Stadio Olimpico.

Un vero e proprio vanto, visto che le maglie di Chiarotti troveranno posto accanto a oggetti importantissimi come la Coppa del Mondo di sci vinta da Piero Gros nel 1974. Un’immensa soddisfazione che è riecheggiata nelle sue parole al termine della cerimonia: «E’ una sensazione bellissima; conoscevo il Museo, ma trovarsi accanto a vere e proprie leggende dello sport come Piero Gros, Michele Alboreto e Mario Chitarroni è davvero unico».

Campione nello sport, ma anche nella vita: testimonial, divulgatore e promotore dello sport paralimpico nelle scuole e negli ospedali, lascia a bocca aperta grandi e bambini quando parla della sua storia, della sua carriera e della sua disciplina. Un’altra delle sue battaglie è, da sempre, quella dell’integrazione delle persone con disabilità non solo in occasione delle ricorrenze “speciali” come la Giornata Internazionale: «Credo che questa prospettiva sia nel DNA del CIP. Tra l’altro, insieme a Silvia (De Maria, ndr), Andrea Macrì, Francesco Mancuso e altri, stiamo portando avanti un progetto nelle scuole, dove l’integrazione sta andando avanti anche grazie al prezioso aiuto di tutti gli insegnanti. Il cambiamento di direzione è testimoniato dal fatto che anche le federazioni sportive stanno inglobando le sezioni paralimpiche».

Per Volonwrite

Marco Berton

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