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Le parole sono importanti: Oper-azione collettiva

Martedì 17 Aprile, in chiusura del convegno organizzato per i trent’anni della Consulta per le Persone in Difficoltà, il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli museo d’arte contemporanea ha promosso un’iniziativa artistica che ha coinvolto alcune scuole elementari del territorio.

L’obiettivo del progetto, intitolato Oper-azione collettiva, è quello di sensibilizzare la comunità rispetto all’utilizzo del linguaggio in relazione al mondo della disabilità. Nell’utilizzo quotidiano del linguaggio, infatti, si utilizzano termini come sub-normale, debole o handicappato che ledono la dignità della persona stessa e favoriscono una discriminazione dal punto di vista culturale. Allo stesso tempo, il linguaggio può essere la chiave per un cambiamento di paradigma e un mezzo per abbattere le barriere, che sempre più spesso non sono architettoniche bensì culturali.

Le parole del passato sono state realizzate con materiali scuri ed ombrosi, a differenza dei termini del presente e del futuro, splendenti alla luce del sole. Il luogo scelto per questo evento pubblico non è stato deciso casualmente: proprio in piazza Carlo Alberto, infatti, si trova l’opera “Cultura=Capitale” realizzata da Alfredo Jaar; con questa equazione si è voluto incoraggiare la comunità a pensare al sapere come un vero e proprio patrimonio collettivo. In termini di disabilità, il sapere è la chiave per promuovere una maggiore sensibilizzazione rispetto al tema stesso. La cultura è il mezzo per favorire una reale inclusione di ogni singolo individuo all’interno del contesto comunitario in cui è inserito.

Per favorire la diffusione di una cultura inclusiva è necessario che ogni individuo partecipi attivamente, innalzando e sostenendo le parole che possono condurci verso l’abbattimento di ogni barriera. Durante il set-in realizzato in piazza Carlo Alberto è stato fatto proprio questo: i bambini che hanno partecipato al progetto con la scuola e gli adulti coinvolti nella giornata hanno concretamente innalzato le parole luminose a discapito dei termini scuri.

Laura Baldacchino e Marianna Dell’Abadia

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