XII edizione - anno 2013

Le protagoniste del Festival: le Bolle di Sapone


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PUJCVL7I5172-029-k7SF-U1020330838271XXD-330x185@LaStampa.itCon Renzo Lovisolo e Cinzia Servi impareremo a creare bolle come moscerini, come balene e meduse fluttuanti, piene di fumo e iridescenti, bolle che esplodono in una fiammata, una dentro l’altra o incatenate a creare sculture geometriche, bolle che rimbalzano, scie di comete luminose, che inglobano i bambini, a grappoli, schiumose, che magicamente si innalzano, create a mani nude o con l’aiuto di strani attrezzi costruiti in pochi istanti  di fronte al pubblico con materiali comuni, insegnando e facendo riscoprire e scoprire a bambini ed adulti il gioco più bello del mondo.”

Se dovessi individuare un simbolo per questa edizione del Festival, sicuramente sceglierei le bolle di sapone. Le bolle sono quest’anno le assolute protagoniste del teatro di strada, una cornice “leggera” dai mille riflessi: un’analogia senza tempo, un’esistenza effimera alla portata di tutti e che nonostante la sua natura semplice ha il potere di azzittire il pubblico di tutte le età per fissare incantati le magie che un po’ d’acqua e sapone possono creare, prendendo vita.

E poi c’è chi con le bolle di sapone ci vive, creandone di gigantesche: lui è Renzo Lovisolo, ex mangiafuoco, un uomo dalla schiettezza immediata, che con semplici gesti regala sorrisi e incanta.

E’ colui che ha presidiato e condotto i laboratori degli Speciale Bimbi, dai 2 anni in su, colui che ha dato vita al Workshop professionale di livello avanzato che martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 dalle 9.00 alle 14.00 si è rivolto a chiunque si fosse iscritto. Ed è anche l’artista indiscusso che Venerdì 20 settembre ci terrà con il naso all’insù per La serie di Fibollacci, con bolle di sapone GIGANTI  che si innalzeranno dalla Mole Antonelliana: un pensiero leggero che sfiorerà Torino…

Ecco qui una breve presentazione che lo stesso Maestro ha fatto di se stesso durante La tavola rotonda sulla disabilità di strada:

Io ero un mangiafuoco: il problema di chi fa questo mestiere è che quando ti esibisci per anni e anni con anche quattro o  cinque spettacoli a settimana, il tuo fisico – specie i denti- ne viene danneggiato: così davanti all’ultimatum di mia moglie ho deciso di accontentarla e dedicarmi ad altro…e così ho scoperto il mondo delle bolle di sapone..ho pensato..che figata…letteralmente! E questa mia passione… considerando che anche io sono diversamente abile…mi ha insegnato a conoscere il mio corpo, e ad usarlo. E’ stata una fortuna. Quando ho dovuto smettere di usare la mano destra perché mi doleva troppo, ho scoperto l’uso della sinistra. E quando entrambi gli arti superiori mi davano problemi, ho rimediato su quelli inferiori, scoprendo che è possibile fare bolle anche con i piedi. L’arte non ha confini…

Noi di Volonwrite adesso abbiamo una missione: farci rilasciare un’intervista esclusiva dall’uomo delle bolle, il signor Renzo Lovisolo in persona, per scoprire chi si cela dietro tanta maestrìa…

Restate con noi!!!

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The Author

Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

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