Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

PUJCVL7I5172-029-k7SF-U1020330838271XXD-330x185@LaStampa.itCon Renzo Lovisolo e Cinzia Servi impareremo a creare bolle come moscerini, come balene e meduse fluttuanti, piene di fumo e iridescenti, bolle che esplodono in una fiammata, una dentro l’altra o incatenate a creare sculture geometriche, bolle che rimbalzano, scie di comete luminose, che inglobano i bambini, a grappoli, schiumose, che magicamente si innalzano, create a mani nude o con l’aiuto di strani attrezzi costruiti in pochi istanti  di fronte al pubblico con materiali comuni, insegnando e facendo riscoprire e scoprire a bambini ed adulti il gioco più bello del mondo.”

Se dovessi individuare un simbolo per questa edizione del Festival, sicuramente sceglierei le bolle di sapone. Le bolle sono quest’anno le assolute protagoniste del teatro di strada, una cornice “leggera” dai mille riflessi: un’analogia senza tempo, un’esistenza effimera alla portata di tutti e che nonostante la sua natura semplice ha il potere di azzittire il pubblico di tutte le età per fissare incantati le magie che un po’ d’acqua e sapone possono creare, prendendo vita.

E poi c’è chi con le bolle di sapone ci vive, creandone di gigantesche: lui è Renzo Lovisolo, ex mangiafuoco, un uomo dalla schiettezza immediata, che con semplici gesti regala sorrisi e incanta.

E’ colui che ha presidiato e condotto i laboratori degli Speciale Bimbi, dai 2 anni in su, colui che ha dato vita al Workshop professionale di livello avanzato che martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 dalle 9.00 alle 14.00 si è rivolto a chiunque si fosse iscritto. Ed è anche l’artista indiscusso che Venerdì 20 settembre ci terrà con il naso all’insù per La serie di Fibollacci, con bolle di sapone GIGANTI  che si innalzeranno dalla Mole Antonelliana: un pensiero leggero che sfiorerà Torino…

Ecco qui una breve presentazione che lo stesso Maestro ha fatto di se stesso durante La tavola rotonda sulla disabilità di strada:

Io ero un mangiafuoco: il problema di chi fa questo mestiere è che quando ti esibisci per anni e anni con anche quattro o  cinque spettacoli a settimana, il tuo fisico – specie i denti- ne viene danneggiato: così davanti all’ultimatum di mia moglie ho deciso di accontentarla e dedicarmi ad altro…e così ho scoperto il mondo delle bolle di sapone..ho pensato..che figata…letteralmente! E questa mia passione… considerando che anche io sono diversamente abile…mi ha insegnato a conoscere il mio corpo, e ad usarlo. E’ stata una fortuna. Quando ho dovuto smettere di usare la mano destra perché mi doleva troppo, ho scoperto l’uso della sinistra. E quando entrambi gli arti superiori mi davano problemi, ho rimediato su quelli inferiori, scoprendo che è possibile fare bolle anche con i piedi. L’arte non ha confini…

Noi di Volonwrite adesso abbiamo una missione: farci rilasciare un’intervista esclusiva dall’uomo delle bolle, il signor Renzo Lovisolo in persona, per scoprire chi si cela dietro tanta maestrìa…

Restate con noi!!!

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