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Libera Piemonte


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1Domenica 7 luglio – Libera è una rete di associazioni, un organo che raccoglie associazioni scuole ed enti pubblici. Nasce a Torino il 23 marzo 1995, tre anni dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio. E’ nata con l’intento di muovere e sensibilizzare  le persone comuni, che non fanno parte delle forze dell’ordine, sul tema dell’ antimafia, di come combattere le mafie nel sociale. Ad oggi riunisce 1500 scuole, gruppi e associazioni in tutta Italia, coordinate dal presidente Don Luigi Ciotti.

Il vanto più grande di Libera è quello di aver fatto approvare nel 1996, tramite una raccolta di firme pubbliche, la legge sul riuso sociale dei beni confiscati. A un mafioso arrestato e dichiarato colpevole viene confiscato tutto il patrimonio mobile e  immobile e questi beni possono essere riutilizzati da associazioni o enti pubblici per ricavarne qualcosa di buono. Negli anni libera ha preso in consegna dei beni confiscati e ne ha fatto del tesoro.

A La Salute in Comune, infatti, Libera ha un banchetto dove vendie alimenti biologici prodotti in queste terre: ortaggi, farinacei, olio d’oliva, limoncello.

Cecilia Coppa, volontaria di Libera, ci ha accompagnati nel viaggio attraverso queste terre.

 

A proposito di territori confiscati, sul vostro sito ho letto che esiste il GeoBlog, cos’è?

E’ una mappa che raccoglie tutti i beni confiscati presenti sul territorio, ne narra la storia passata e quella presente con il suo riutilizzo. I due più grandi in Piemonte sono Cascina Caccia, a San Sebastiano Po’ in provincia di Chivasso, una cascina della famiglia mafiosa Belfiore e che da anni è una cascina riutilizzata, bellissima, in piena campagna con orti, animali, persone che ci vivono e turisti che vengono a visitarla. L’altro luogo importante è un bar di Torino, in via Veglia 59/a confiscato dopo l’operazione Minotauro. Un normalissimo bar sede di incontri mafiosi, adesso è un bar gestito da libera  aperto a tutti. È stata indetta sul sito www.liberapiemonte.it  una raccolta fondi per sostenere il bar: basta cliccare su “Bar Italia” e si troveranno tutte le coordinate per partecipare alla raccolta fondi.

 

Quanto rischio c’è che le terre confiscate ai mafiosi siano riacquistate dagli stessi?

Il rischio purtroppo esiste. I mafiosi sono intelligenti e scaltri e hanno mani dappertutto. I beni confiscati si mettono all’asta e tramite dei prestanome amici del mafioso possono essere riacquistati e tornare nelle mani sbagliate. E’ comunque un rischio tenuto sotto controllo e si fa di tutto per evitare, ma purtroppo la mafia è un fenomeno reale e se non esistesse non saremmo qui a parlare di antimafia e Libera non esisterebbe. In realtà il fine ultimo dell’associazione è quella di nascere e chiudere  vittoriosamente la missione prima o poi.

 

Che consigli ti senti di dare alle persone che possono trovarsi in situazioni di ricatto e raggiri mafiosi?

E’ difficile pensare come ci si possa sentire, ma il consiglio è quello di appoggiarsi alle reti di associazioni che si occupano di anti mafia e alle forze dell’ordine. Esiste un’associazione, Avviso Pubblico nata in Sicilia che sostiene i commercianti che decidono di denunciare racket e raggiri. Sicuramente chi denuncia è in minoranza rispetto a coloro che accettato di pagare il pizzo. Penso a Pino Masciari, commerciante calabro minacciato di pizzo che però ha deciso di denunciare e tuttora lotta con l’antimafia testimoniando la sua storia, rischiando la vita e obbligato a vivere in località protetta. Rinunciando alla sua libertà.

Se vogliamo anche quella di  noi volontari può essere una lotta silenziosa contro la mafia, infatti siamo sempre alla ricerca di volontari che abbiano voglia di lottare assieme a noi. La sede in Piemonte è in corso Trapani 91. Chi fosse interessato , siamo sempre aperti. Chiaramente non è un impegno full time, ma ogni disponibilità è utile e ben accetta.

 

Organizzate anche degli incontri di sensibilizzazione sul tema nelle scuole?

Noi lavoriamo su due fasce d’età: elementari – medie e superiori. Andiamo nelle classi e parliamo di libera e sostanzialemente raccontiamo quello che stiamo raccontando a voi, spiegando che anche nel piccolo è possibile sconfiggere la mafia, per esempio acquistando prodotti provenienti da terre confiscate piuttosto che al supermercato.

 

A un bambino delle elementari la mafia come la spieghi?

C’è un gruppo di ragazze specializzate, soprannominate “Le Tate”, che si occupa della sensibilizzazione dei bambini più piccoli.  E si ingegnano cercando di prendere i bambini per come sono, tramite tattiche ludiche e racconti. E’ sui bambini piccoli che bisogna svolgere il lavoro migliore perché più sono piccoli, più apprendono.

 

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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