La Salute in Comune - 2010

L'inaugurazione

 

Occasione questa per fare il punto sullo stato dell’arte della salute a Torino e sull’erogazione di servizi ad essa connessa, vincolati dalle inevitabili ricadute della crisi economica protagonista dei nostri giorni.
Crisi a cui fa riferimento l’Assessore alla Famiglia, Salute e Politiche Sociali della città di Torino, Marco Borgione che, nella sua introduzione, oltre a presentare il variegato programma della settimana che si articolerà tra dibattiti e momenti di intrattenimento e le numerose associazione che prendono parte all’evento, pone particolare attenzione sull’inevitabile razionalizzazione delle risorse che l’amministrazione torinese è chiamata ad operare. Il Direttore dei Servizi Sociali Dott.ssa Monica Lo Cascio, ha invece richiamato l’attenzione sul progetto di promozione della salute e prevenzione delle dipendenze tra i giovani, un’idea ambiziosa che mira a coinvolgere enti ed associazioni no profit attive sul terrritorio cittadino e che collaborano attivamente con ASLTO1 e ASLTO2.

Sante Bajardi, presidente del CIPES ed Assessore negli anni ’80 in una Torino presa nella morsa di una crisi che ricorda molto da vicino quella che stiamo vivendo, si sofferma sulle problematiche adolescenziali che emergono nell’istituzione scolastica; traccia un interessante parallelo fra più periodi accomunate da profonde recessioni, lasciando intendere quanto, reagendo in modo costruttivo, diventi più agevole affrontare momenti come questo. Ottimismo condiviso dal Dott. Fornero, Direttore ASLTO1, che afferma: “Con nuove esperienze e nuove partecipazioni le attività crescono e crescono anche i risultati”.

“Sono da imputare a gerarchie e strutture troppo complesse le problematiche intorno a cui si contorce la sanità pubblica” è quanto afferma il Dott. Pietragalla, medico legale e Copresidente della Commissione UVH che ribadisce quanto la questione sia morale, etica e bioetica; inoltre disegna un quadro preoccupante della situazione sanitario – anagrafica della Regione: sul territorio vivono 110.000 persone ultraottantenni che necessitano sempre più di servizi e di strutture adeguate. La crisi economica si supera con la coesione, conclude il medico.

Mauro Costanzo

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