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L'Isola che c'è


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1Giovedì 11 luglio – Il CEPIM è un’associazione di volontariato fondata e guidata da genitori di persone con sindrome di Down che opera dal 1979 a Torino. Ha per scopo il sostegno delle famiglie nel loro difficile compito educativo e il miglioramento della qualità della vita dei loro figli.

 

Per i soggetti con sindrome di Down che frequentano il CEPIM, ogni anno vengono attivati interventi specialistici e inserimenti in laboratori.

I laboratori interessano gli aspetti logopedici, motori, didattici, psicologici, cognitivi, di orientamento e di autonomia, di manipolazione creativa, di informatica, di teatro, di pittura.

 

Nell’ambito de La Salute in Comune, il CEPIM espone i prodotti del laboratorio Isola che c’è. Paolo Pissia – coordinatore delle attività di volontariato – e Ruggero – parte attiva dei laboratori – raccontano la loro realtà.

 

Paolo, cos’è il CEPIM e che attività propone?

E’ un’associazione di famiglie e di volontari nata 34 anni fa da un gruppo di famiglie che si è riunito al servizio di altre famiglie che affrontavano per la prima volta il problema del figlio con la sindrome di Down. Nasce per accogliere e dare supporto e nel tempo ha dato risposte di tipo terapeutico. Dal 1988/89 ha cominciato a rivolgersi ai ragazzi adulti attraverso il volontariato e ad oggi conta 140 giovani volontari che lavorano con ragazzi di età superiore ai 15 anni.

I volontari organizzano laboratori per i ragazzi sotto la supervisione di tecnici e quella del dott. Venuti, psicologo dell’Associazione. I volontari instaurano un percorso non solo educativo, ma soprattutto d’amicizia finalizzato alla crescita della persona dal punto di vista della manualità, dell’autonomia, dell’espressività, della motricità e della creatività.

Ci sono poi altri laboratori per persone da 0 ai 14 anni come logopedia, psicomotricità, musicoterapica, laboratori Feuerstein, metodo per migliorare le risposte cognitive, di problem solving, di gestione delle situazioni.

 

Ruggero, tu fai parte del CEPIM, che attività segui?

Pittura, gruppi di autonomia, laboratorio peter pan, laboratori manuali, mi piace fare le bomboniere

 

Alla Salute in Comune esponete i prodotti del laboratorio ‘isola che c’è’, che tipo di oggetti sono?

Il laboratorio prevede la realizzazione di oggetti per matrimoni, bomboniere, nato per far vivere ai ragazzi un’esperienza lavorativa. Ci sono commissioni, ordini e in base a quello si creano gli oggetti. Si lavora tanto di manualità e creatività ed è un gruppo di ragazzi con molto talento

 

L’isola che c’è, come mai questo nome?

Generalmente quando si parla dei nostri ragazzi si tende a sottolineare sempre quello che non hanno, invece bisogna pensare a quello che hanno da dare che è tantissimo. Se opportunamente seguiti i nostri ragazzi possono fare tantissimo. Oltretutto è un laboratorio che impiega ragazzi che possono essere instradati al lavoro e acquisire molte competenze.

 

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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