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Meryl Streep dal palco dei Golden Globes contro Trump: la violenza incita alla violenza

Il premio Oscar ha ricordato anche la penosa imitazione di un reporter disabile  da parte del neo Presidente degli States: “Quando chi sta al potere usa la propria posizione per bullizzare gli altri, noi tutti perdiamo”E’ stato un discorso sentito e carico di emozione, quello che la grande attrice Meryl Streep ha tenuto due sere fa, dal palco dei Golden Globes, a favore delle diversità. Un discorso che neanche tanto velatamente  ha diretto a Donald Trump, pur senza nominarlo mai, quando ha sottolineato la necessità di non abusare del proprio potere, prevaricando gli altri.

Il riferimento a Trump è stato chiaro e forte quando il premio Oscar ha, senza mezzi termini, espresso la sua indignazione per una persona che, da una posizione di privilegio come quella del neo Presidente degli Stati Uniti, si è anche resa protagonista di una performance di derisione inaccettabileche però non era finzione. L’attrice si riferiva all’episodio in cui Trump, durante un discorso della sua campagna presidenziale di qualche mese fa, aveva preso in giro un giornalista con disabilità, imitandone con scherno le difficoltà fisiche.   


“Quando chi sta al potere usa la propria posizione per bullizzare gli altri, noi tutti perdiamo. La violenza incita la violenza”
ha detto, tra le altre cose, la Streep.

Questa la parte del suo intervento:
Il lavoro di un attore è entrare nella vita di persone diverse da noi e farvi vivere ciò che provano loro e ci sono state così tante performance quest’anno che hanno fatto proprio questo, ma ce n’è stata una in particolare che mi ha colpito, ma non in senso buono, ma ha raggiunto il suo scopo: far ridere il pubblico. È stato il momento in cui la persona chiamata a sedersi nel posto più rispettato del nostro Paese ha fatto l’imitazione di un reporter disabile, una persona che lui superava nei privilegi, nel potere e nella capacità di controbattere.  Quando l’ho visto mi si è spezzato il cuore e non riesco a togliermelo dalla testa, perchè non era in un film, ma era vita reale e questo istinto a umiliare, a bullizzare, quando viene da qualcuno su un palco pubblico, da qualcuno che ha potere filtra dentro la vita di ognuno di noi, perchè è come dare il permesso ad altre persone di fare lo stesso. La mancanza di rispetto invita alla mancanza di rispetto. La violenza incita alla violenza. Quando chi sta al potere usa la propria posizione per bullizzare gli altri, noi tutti perdiamo”.

Fonte: disabili.com

(s.c./n.s.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?