Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Ecco il tema trattato Lunedì 6 luglio 2015 a “La Salute in Comune”: una serata emozionante, che ha visto affidatari e affidati mettersi in gioco raccontando, con sentimento, la propria esperienza.

La parola in questo caso va a Pimpi ed Alberto, due genitori affidatari che a cuore aperto hanno trasmesso il significato profondo di questo termine.

L’affidamento è temporaneo. La principale differenza rispetto all’adozione è proprio questa: la famiglia “di sostegno” colma con amore e impegno genitoriale il tempo che serve alla famiglia d’origine per essere ritenuta idonea alla custodia del minore.

Si tratta di una scelta non facile, che deve essere presa con consapevolezza: la maggior difficoltà infatti sta nella comprensione che si tratti di una convivenza transitoria, non per tutta la vita. E’ necessario saper amare in maniera smisurata ed accogliere senza trattenere, ospitare senza appropriarsi di un altro cognome, ma senza per questo non affezionarsi.

E’ complicato, ma Pimpi ed Alberto, tramite il loro racconto sul palco e ai microfoni di Volonwrite, sono riusciti perfettamente a comunicare il perchè si sceglie di diventare affidatari. Il desiderio di aiutare quei bambini che non possono crescere con la propria mamma e il proprio papà è forte e il valore dell’esperienza ineguagliabile. Nella loro vita la coppia ha ospitato ben 8 bambini di fasce d’età differenti, da neonati a maggiorenni.

Ma cosa si prova quando il bambino ritorna presso la famiglia d’origine?

Si vive da un lato una grande gioia per lui, dall’altro un grande vuoto, ma si mantiene sempre il contatto con il bambino e con la famiglia naturale. Nonostante il dispiacere, la ricchezza del vissuto insieme è così grande e profonda da essere più forte di qualsiasi nostalgia.

Si tratta di un amore davvero incondizionato!

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