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Monticello, inventano un’App rivoluzionaria per aiutare compagno in difficoltà

Gli studenti di informatica della 5IA dell’istituto superiore statale Greppi di Monticello Brianza hanno creato «MouseUp», un applicazione che consente di utilizzare gli schermi touch-screen anche a coloro che non controllano completamente la mobilità delle dita

Monticello Brianza (Lecco), 3 giugno 2016 – Un loro compagno di classe soffre di una grave disabilità a causa di una brutta malattia, è costretto in carrozzina e non dispone completamente dell’uso delle mani. È a lui e per lui che si sono ispirati gli studenti di informatica della 5IA dell’istituto superiore statale Alessandro Greppi di Monticello Brianza per il loro progetto «MouseUp», un applicazione per smartphpone e tablet per consentire di utilizzare gli schermi touch-screen anche a coloro che non controllano completamente la mobilità delle dita e che ad oggi non possono quindi sfruttare appieno strumenti divenuti ormai indispensabili. Il loro motto infatti è «la tecnologia al servizio delle persone». Loro sono Amine Bouali, Giacomo Cappeller, Alessandro Moioli, Davide Perano, Tommaso Pirovano, Matteo Preda, Stefano Riva e Luca Vimercati, mentre lui, l’amico con difficoltà fisiche, è Simone Biondi, che non solo ha collaborato attivamente all’iniziativa, ma l’ha interamente supervisionata, insieme ai professori Gennaro Malafronte e Samuele Redaelli.

Quanto hanno realizzato non è dunque solo una storia di buona scuola, né di novelli Steve Jobs, ma è anche e soprattutto una lezione di grande umanità e solidarietà, che supera i confini dell’aula, perché i liceali da quando si sono conosciuti e incontrati da primini hanno formato un gruppo affiatato e indivisibile, sia sui banchi sia fuori, nella vita di tutti i giorni. Hanno ricevuto pure i complimenti personali del sottosegretario di Stato al ministero dell’Informazione Gabriele Toccafondi. «Sono fiero di questi ragazzi inventori e creatori che hanno co-progettato e realizzato attraverso l’uso di hardware e software open sorce un sistema che permette di adoperare un dispositivo Android senza utilizzare le proprio mani – si legge in una lettera l’esponente istituzionale ha inviato -. I comandi, come ad esempio, il click, lo zoom, lo scorrimento, vengono impartiti mediante l’utilizzo della voce umana o in alternativa, mediante particolari movimenti della testa».

Open Socurce significa fondamentalmente gratuito, perché nel progettare prima e nel realizzare poi il prototipo hanno tenuto in considerazione gli aspetti economici in modo che con una quarantina di euro tutto compreso si possa comperare il dispositivo in modo che sia veramente accessibile a tutti. «Ciò che mi rende più soddisfatto è che il luogo dove l’idea ha preso forma è la scuola», prosegue il viceministro nella missiva. Raggiungere l’obiettivo non è stato semplice, i ragazzi e i professori hanno lavorato giorno e notte, anche al di fuori dall’orario di lezione, per mesi e mesi. Ma è solo l’inizio, indipendentemente dai percorsi che intraprenderanno in futuro intendono continuare a operare insieme per sviluppare ulteriormente quella che è a tutti gli effetti una startup destinata a cambiare in meglio l’esistenza di decine e decine di migliaia di persone con disabilità in tutto il mondo.

Fonte: ilgiorno.it

(s.c./m.m.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?