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Nasce Piattaforma per diritto disabili a cittadinanza attiva

E’ nata ufficialmente, nei giorni scorsi, la Piattaforma italiana Autorappresentanti in movimento per il diritto alla partecipazione e alla cittadinanza attiva delle persone con disabilità intellettiva. “Chi dice che le persone con disabilità abbiano poco o nulla da dire, che non siano in condizione di fare le proprie scelte, che non possano partecipare attivamente e dare un contributo di valore alla vita della propria comunità ed alla società tutta, si è dovuto smentire davanti alla chiara dimostrazione che, se adeguatamente supportate, le persone con disabilità possono affermare i loro diritti con determinazione!”: è quanto ha affermato, all’indomani dell’evento, Roberto Speziale, presidente Nazionale Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. L’avvio ufficiale della Piattaforma ha rappresentato la conclusione del progetto “Io Cittadino” promosso da Anffas Onlus e co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Ma perché è nata la Piattaforma? Adriana Masotti l’ha chiesto allo stesso presidente Speziale:
R. – La Piattaforma nasce da un’esperienza che Anffas ha avuto a livello europeo. E’ da molti anni che specialmente in Spagna, Inghilterra e Germania erano operanti Piattaforme di autorappresentanti che sono poi dentro una sigla che si chiama EPSA. Vista anche la portata innovativa di questa iniziativa, l’abbiamo riprodotta in Italia, partecipando – appunto – a un progetto europeo.
D. – A quali esigenze vuole venire incontro?
R. – Fino ad oggi le persone con disabilità intellettive e relazionali in Italia sono state considerate come persone non in grado di poter esprimere i loro desideri, le loro aspettative … La Piattaforma consente attraverso i giusti supporti alle persone con disabilità intellettive, tutte, di poter riconoscere i propri diritti, esigerli in prima persona ed essere considerati cittadini attivi con parità di diritti e di dignità rispetto a tutti gli altri.
D. – Vuole spiegarci, per capire meglio, in cosa consiste la Piattaforma, come è costituita, da chi è formata?
R. – Il progetto “Io cittadino”, che è stato un progetto co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha avuto la durata di un anno. In questo anno abbiamo costituito 11 gruppi di autorappresentanti in tutte le parti d’Italia. Questi gruppi, seguiti da facilitatori, quindi anche da operatori esperti, hanno poi ognuno eletto un proprio leader e questo leader ha fatto sì poi di eleggere i leader nazionali degli autorappresentanti, che oggi – appunto – rappresentano la Piattaforma. Chiaramente la Piattaforma è il punto di partenza; ora si costituiranno tutti gli altri gruppi a livello locale che poi aderiranno a livello nazionale. Speriamo che questo progetto vada anche al di fuori di Anffas.
D. – E in questi singoli gruppi si formuleranno progetti, richieste, si lavorerà insomma per ottenere una maggiore presenza a livello della società, per essere più cittadini: è così? Ci fa qualche esempio?
R. – Posso già darle una testimonianza concreta: proprio nei giorni scorsi gli autorappresentanti hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rivendicare il diritto all’inclusione scolastica che, come sappiamo, quest’anno – molto peggio degli altri anni – non ha garantito dal primo giorno di scuola che le persone con disabilità potessero avere questo diritto in condizioni di parità con tutti gli altri alunni e studenti.
D. – E’ bello però vedere che non ci sono solo richieste da parte delle persone con disabilità, ma anche la voglia proprio di dare, di contribuire al bene della società …
R. – Guardi, noi abbiamo avuto questa esperienza nella quale abbiamo presentato i lavori finali del progetto “Io cittadino”. Anche per noi genitori, che viviamo giornalmente con i nostri figli, le emozioni e le scoperte sono state inimmaginabili. La consapevolezza delle persone con disabilità intellettive nel voler essere protagoniste, nel poter far sì che anche la loro voce conti, nel voler partecipare, nel fare proposte è qualcosa di straordinario, tanto che, nel momento in cui si vive quest’esperienza, si cambiano i paradigmi sulla disabilità.

Fonte: it.radiovaticana.va

(s.c./mjp)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?