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Nasce una «banca» per i non vedenti

L’Unione ciechi e ipovedenti (Uic) di Cosenza ha una banca. Che però non dà soldi né finanzia imprese, ma investe in pari opportunità e condivisione, solidarietà e conoscenza. È la banca degli ausili tiflotecnici, presso la quale i ciechi possono prendere in comodato gratuito attrezzature per studiare, aggiornarsi e leggere. Oltre alla cessione funziona pure da deposito, accogliendo quanti vogliono donare o prestare strumentazioni non più utilizzate.

L’idea, che l’Uic cosentina definisce «la prima in Italia di questo tipo», permette di condividere computer, stampanti Braille, scanner, tavolette per scrivere, dattilo Braille e molto altro. «Quando la difficoltà interferisce nelle aspettative della persona, condizionando qualche aspetto della vita, insorge uno svantaggio», spiega il responsabile provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, Pino Bilotti, aggiungendo che «nella prevenzione e nel superamento degli svantaggi conseguenti all’anzianità o alla disabilità concorrono il miglioramento della fruibilità dell’ambiente. L’adozione di appositi strumenti, detti “ausili”, concepiti per persone con difficoltà fisica e sensoriale, permette di fare ciò che altrimenti non potrebbero, di farlo con minore sforzo o dispendio di energia, in modo più sicuro e in piena autonomia e psicologicamente più accettabile».

La banca degli ausili tiflotecnici darà un aiuto fondamentale ai ragazzi che studiano e a tutte le persone con cecità per superare un’ulteriore barriera, importante almeno quanto le architettoniche, quella culturale.

Fonte: avvenire.it

(s.c./l.v.)

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