Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Un percorso di vita raccontato con grande intensità emotiva, un’emotività che, pagina dopo pagina, coinvolge e contagia sempre più il lettore, è “Nata Viva” il romanzo autobiografico di Zoe Rondini. Zoe Rondini, nome d’arte adottato da Marzia Castiglione Humani, ragazza romana con disabilità, si è messa a nudo, permettendo al lettore di affacciarsi sul suo vissuto, un percorso effettuata tra molti ostacoli, con questa disabilità che nel corso negli anni, spesso s’intraponeva tra lei e gli altri, fino a creare diverse situazioni conflittuali ma anche a trasformarsi in terreno di conquiste. Un percorso di vita a porte girevoli quello di Zoe, con ingressi importanti e uscite repentine dovute a diversi motivi, uscite di scena che hanno più volte minato la ragazza romana dal punto di vista psicologico, andandola a colpire   su un versante delicato, quello degli affetti.

Una disabilità figlia di complicazioni da parto, Zoe non ha respirato per i primi cinque minuti della sua vita. Proprio con la drammaticità di quei momenti si apre il romanzo, un’escalation di sensazioni che immergono e coinvolgono. È la cifra stilistica dell’opera della Rondini, racconti di vita realizzati nel tempo, riflessioni che l’autrice ha messo su carta dai 13 ai 28 anni. Marzia, seduta al suo pc, scrivendo. Trova il modo di esternare tanto della miriade di problematiche che la quotidianità le presenta. Funge da una sorta di terapeuta la scrittura per Zoe. A far da spartiacque, in tema di narrazione, un grave lutto familiare, da lì in poi, Zoe, digita il suo vivere quotidiano. Nelle pagine di “Nata Viva” viene dedicato ampio spazio alla famiglia, valore assoluto per Zoe. Flash di rapporti familiari, componenti della famiglia tratteggiati sotto le particolari zoomate dell’’autrice protagonista.

Il libro vive su alcuni refrain su cui è strutturato, il rapporto conflittuale della scrittrice con la fisioterapia che le da e le toglie molto, le sottrae splendidi spicchi di vita, soprattutto quegli incantati momenti giocosi e di contro le da, in prospettiva, grande autonomia nei movimenti e quindi nella gestione del quotidiano tout court; il difficile rapporto con i compagni, sui banchi di scuola, dovuto non alla disabilità ma ad incompatibilità caratteriale come emerge dai capitole dedicati al percorso scolastico; l’amore per i viaggi, e in particolar modo per gli Stati Uniti, passione molto condivisa in famiglia. Una famiglia che ha consentito anche grazie alla sua agiatezza e al suo grande amore ha fornito a Zoe tanti passepartout per accedere a conquiste e traguardi che, spesso come in questo caso, la disabilita fa apprezzare di più.

Oggi Marzia è una affermata giornalista e scrittrice, grazie alla sua grinta e caparbietà si e laureata in “Pedagogia/Lettere, editoria e scrittura. E ‘ una storia che ci piace raccontare oggi, “Festa della donna”, una storia di disabilità coniugata al femminile, è il nostro particolare ramoscello di mimosa, una mimosa che racconta, che non si secca, cii pone delle riflessioni.

Nata Viva è anche un Cortometraggio https://www.youtube.com/watch?v=hZTuC171cX4&t=32s

 

Per Volonwrite

Mauro Costanzo

Categories: Gli editoriali

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