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Nati con la cultura – Passaporto Culturale

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Questa settimana la Città di Torino sarà protagonista di due grandi e importanti eventi culturali: il Vertice dei Ministri europei della Cultura, che si svolgerà il 23 e 24 settembre e la Conferenza Internazionale ‘Il patrimonio culturale come bene comune: verso una gestione partecipativa del patrimonio culturale nel terzo millennio’.

Per l’occasione la Città della Mole ha organizzato una sette giorni di incontri, appuntamenti mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti. In quei giorni alcune piazze e monumenti della città saranno illuminati di blu in onore alla bandiera dell’Europa Unita. Verranno infatti posizionate alcune pellicole blu su appositi proiettori o sui lampioni.

Venerdì scorso 19 settembre, a Palazzo Madama abbiamo avuto un assaggio di quello che sarà Il futuro del “passaporto culturale”, progetto che verrà presentato oggi martedì 23 settembre alle 15 all’Ospedale Sant’Anna di Torino, in occasione delle varie attività cittadine per promuovere Torino capitale della cultura europea.

Il progetto si chiama “Nati con la Cultura” ed è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus e da Palazzo Madama. Si tratta di un progetto particolare: ogni famiglia di un nuovo bambino nato all’ospedale Sant’Anna riceverà un “Passaporto Culturale” con cui visitare gratuitamente Palazzo Madama per la durata di un anno dalla data della nascita del piccolo.

Noi di Volonwrite abbiamo avuto l’opportunità di incontrare una “coppia esperimento” di genitori e la loro piccola, nata un anno fa all’Ospedale Sant’Anna, in visita a Palazzo Madama . Entusiasti sostenitori del progetto, abbiamo seguito Luca, Maria e la piccola Chiara durante la loro visita.

Durante l’intervista papà Luca ha rimarcato la necessità di una coppia di non dover rinunciare alla vita sociale e culturale in seguito all’arrivo di un figlio; conciliare vita genitoriale e vita culturale è possibile. Ovviamente con i bambini piccoli è necessario avere un ingresso facilitato al museo, fondamentali quindi gli ascensori, i bagni attrezzati con fasciatoio e ambienti grandi. C’è sempre la paura di disturbare, ma la città ha molto da offrire ed è giusto approfittarne e soprattutto rendere i piccoli partecipi fin da subito.

Che dite, si sarà divertita la piccola Chiara?

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!

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