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Nati con la Cultura: un Passaporto Culturale per i cittadini di domani

Torino, 23 settembre 2014: è questa la data in cui, all’interno dell’Aula Magna dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, è stato presentato il progetto Nati con la Cultura, risultato della collaborazione di Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus con Palazzo Madama, simbolo della città di Torino e patrimonio Unesco.

La Fondazione è una realtà nata dalla società civile per cooperare con le istituzioni nell’umanizzazione della cura e dei suoi luoghi: “Era un ospedale, aveva tecnologie all’avanguardia, ma anche spazi piacevoli, puliti colorati. Era un ospedale efficiente e ospitale. Era un sogno, ma noi vogliamo renderlo realtà”. Ecco la Mission che persegue.

La nuova tappa di questa cooperazione con Palazzo Madama, che dal 2009 promuove processi di integrazione sociale, è rappresentata dal Passaporto Culturale.

In cosa consiste il Progetto illustrato? Si tratta di un vero e proprio benvenuto culturale dedicato alle famiglie dei circa 8000 bambini che nascono ogni anno presso l’Ospedale Sant’Anna, alle quali, al momento delle dimissioni, sarà consegnato il Passaporto Culturale, ovvero l’invito a visitare gratuitamente Palazzo Madama.

La Cultura entra così a far parte della raccomandazione per una buona crescita, trasformando il Museo in un luogo di cittadinanza attiva e le strutture ospedaliere in un ambiente accogliente: negli ultimi anni, infatti, il mondo sanitario e della medicina ha esplicitato la necessità di ricevere un’influenza nuova, un’umanizzazione ove l’arte, ma anche la storia, la filosofia divengono componenti integranti del “pianeta salute”, strumenti innovativi per parlare di cura e di benessere.

La conferenza ha visto il susseguirsi di interventi di personalità illustri, con l’introduzione di Piero Fassino, Sindaco della Città: ricordiamo, tra i partecipanti al tavolo, Luca dal Pozzolo –Direttore Osservatorio Culturale del Piemonte, Chiara Benedetto –Presidente Fondazione Medicina a Misura di Donna, Patrizia Asproni –Presidente Fondazione Torino Musei, Enrica Pagella –Direttore di Palazzo Madama, Silvia Costa –Presidente della Commissione Europea Cultura ed Educazione, Gianmaria Ajani –Magnifico Rettore Università degli Studi di Torino, Gian Paolo Zanetta –Direttore Generale Città della Salute e della Scienza, gli Assessori della Regione Piemonte, Monica Cerutti –Politiche Giovanili, Daniele Farina -Direttore Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia Ospedale Sant’Anna, Maurizio Braccialarghe –Assessore Cultura e Turismo Città di Torino e Dario Franceschini –Ministro Beni e Attività Culturali e Turismo.

Un prezioso contributo lo si deve alla collaborazione di Babygella, linea di prodotti per l’igiene del bambino e marchio del gruppo Rottapharm Madaus, da sempre impegnato nella promozione e nel sostegno di iniziative artistiche e culturali.

Al progetto partecipano inoltre UniCredit Group, Fondazione Magnetto, Jacobacci & Partners, Inner 45mo Parallelo e M.A.F. servizi.

Cosa ha spinto la nascita di questo Progetto?

Nati con la Cultura è il risultato della riflessione a riguardo delle Medical Humanities, con il desiderio di recuperare le radici umanistiche della scienza medica, coniugando ascolto, rispetto, spirito critico, speranza e solidarietà. Si ricerca il coinvolgimento degli artisti nel processo di cura, si dipinge, si canta, si suona, si danza: ed è proprio all’interno di questa evoluzione che si inserisce l’Ospedale Sant’Anna di Torino, il più grande e antico centro ginecologico ed ostetrico d’Europa.

Il Progetto Nati con la Cultura intende creare un legame con il patrimonio culturale della Città, che rafforzi il senso d’identità e di appartenenza per i nuovi cittadini, italiani e stranieri, investendo sulla formazione dei bambini per educare adulti più maturi e consapevoli.

Fondazione Medicina a Misura di Donna e Palazzo Madama, insieme, hanno così inaugurato questo percorso: Passaporto Culturale, un’iniziativa al momento unica in Italia, che comincia da Torino per diventare un modello adottabile nel mondo, un’azione di rete per lavorare sulla Cultura come efficace strumento per un nuovo welfare.

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Buon lavoro, Cristina!

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!

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